Rolando Mandragora stringe i denti. Il centrocampista viola ha dovuto alzare bandiera bianca, domenica sera contro l’Inter, per via di un problema al polpaccio che lo affligge da giorni. Il classe 1997 si è arreso nelle ore subito precedenti il match coi nerazzurri, non potendo nemmeno sedere in panchina. Solo tribuna per lui all’Artemio Franchi, nonostante i tentativi di tornare a disposizione per l’ultimo incontro prima della sosta dedicata alle Nazionali. Il dolore non era gestibile e quindi niente da fare, tutto rimandato a dopo la pausa.
Il guaio muscolare si era già presentato la settimana scorsa, motivo per cui Paolo Vanoli aveva scelto di risparmiarlo in Conference League contro il Rakow. Giovedì scorso, in Polonia, Mandragora era stato inserito dall’allenatore al novantunesimo della partita in sostituzione di Fagioli giocando, di fatto, un solo minuto. Tutto per precauzione, considerando che tre giorni più tardi la squadra avrebbe dovuto affrontare la prima della classe in campionato. Mandragora ha fatto di tutto per garantire la sua presenza. Tentativi vani.
Indubbiamente la sosta arriva nel momento migliore per l’ex Torino, che potrà impiegare i prossimi giorni per smaltire gli acciacchi e rimettersi in moto nella speranza di rientrare a pieno regime sabato 4 aprile a Verona. La sua presenza nella metà campo della Fiorentina è stata spesso decisiva in stagione. Ricordiamo infatti che Mandragora è il secondo marcatore viola di quest’anno, in tutte le competizioni, a pari merito con Piccoli: sette gol entrambi. Davanti ci sono Gudmundsson e Kean, autori di nove reti. “Rolly” è anche il sesto calciatore viola con più minuti giocati. L’obiettivo di Vanoli è recuperarlo quanto prima. Lo scrive il Corriere dello Sport.
