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Polverosi: “La Fiorentina non ha capito il rischio per sette mesi, adesso conta solo la rabbia”

Firenze, Stadio Franchi, 07.02.2026, Fiorentina-Torino, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

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Polverosi: “La Fiorentina non ha capito il rischio per sette mesi, adesso conta solo la rabbia”

Redazione

11 Marzo · 09:55

Aggiornamento: 11 Marzo 2026 · 09:55

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Sul Corriere dello Sport, il giornalista Alberto Polverosi ha pubblicato una riflessione sull’incontro tra la stampa e la dirigenza viola andato in scena ieri, soffermandosi anche sulla situazione della Fiorentina.

“Ieri mattina al Parco Viola si è svolto un incontro tra i dirigenti, Ferrari e Paratici, e i giornalisti. Un appuntamento che probabilmente interessa poco ai lettori e ancora meno ai tifosi, ma che dovrebbe servire a chiarire alcuni aspetti della situazione.

La conclusione, però, non è da sottovalutare: ai piani alti del Parco di Bagno a Ripoli sembra sia stata compresa la strada da seguire per raggiungere la salvezza. L’idea è quella di non illudersi di poter infilare tre vittorie consecutive, scenario ritenuto poco realistico, ma di dare valore anche ai piccoli passi, come il punto conquistato contro il Parma, che ha permesso alla squadra di uscire per la prima volta in stagione dalla zona retrocessione.

Per rendere ancora più chiara la situazione è stata usata anche un’immagine piuttosto forte, non pubblicabile: quella di un cucchiaino di qualcosa di poco piacevole da ingoiare ogni giorno. Una metafora che descrive bene la realtà del momento. Il vero nodo resta capire quanto i ‘piani alti’ possano incidere sui ‘piani bassi’, cioè sul campo e sui giocatori. Ed è proprio qui che nasce il dibattito.”

“[…] Se la Fiorentina avesse pensato di salvarsi semplicemente perché si chiama Fiorentina, perché sulla carta è considerata più forte delle altre, il rischio sarebbe stato quello di finire in Serie B. Al contrario, solo prendendo coscienza di essere una squadra che merita la zona retrocessione si può trovare la forza per reagire. La domanda è: la squadra lo ha capito? Forse. E l’allenatore è riuscito a trasmettere questo messaggio ai giocatori? Forse no.

Questa Fiorentina avrebbe dovuto comprendere già da tempo come evitare di sprofondare in classifica. Un mese poteva essere poco per prendere coscienza della situazione. Due mesi forse non bastavano. Ma dopo tre mesi qualcosa avrebbe dovuto iniziare a entrare nella testa dei giocatori.

Ora, però, sono passati sette mesi: sette mesi di buio, senza scosse, senza una scintilla, senza la sensazione che la squadra abbia davvero capito cosa sta rischiando. L’operazione affidata a Paratici è estremamente complicata. Se in tutto questo tempo i giocatori non si sono resi conto del pericolo, allora il problema è molto serio.

A questo punto della stagione il gioco passa in secondo piano. Contano soprattutto rabbia, determinazione e cattiveria agonistica. Conta accettare la realtà della classifica e sentirsi al livello di squadre come Lecce e Cremonese, adattando mentalità e atteggiamento alla lotta per non retrocedere.”

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