I timidi segnali di crescita visti nel mese scorso sembrano essere completamente svaniti. Alla Fiorentina mancano idee, certo, ma quelle si possono sempre affinare; ciò che davvero manca è determinazione, cattiveria e convinzione, qualità fondamentali per cavarsela in Serie A.
Se la squadra di Paolo Vanoli evita la sconfitta,come purtroppo è capitato troppe volte in questo campionato disastroso, contro i ragazzi ordinatissimi di Cuesta, è solo perché il Parma non ci mette davvero convinzione per vincere.
Senza l’infortunato Moise Kean, neanche in panchina, la Fiorentina dà l’impressione di essere priva di sostanza, soprattutto in fase offensiva. Le soluzioni cercano aria, mai concrete. Il lungo possesso palla produce solo un innocuo giro palla da destra a sinistra, fino ai soliti cross: 30 in totale, mai dal fondo, quasi sempre fuori misura.
Il Parma regge con un muro difensivo impenetrabile grazie a Troilo e Circati, ma la loro altezza conta poco: i traversoni viola arrivano quasi sempre fuori tempo o senza precisione. Quando la palla arriva giusta, Roberto Piccoli sbaglia da lontano o davanti alla porta: una delle due uniche occasioni create dalla Fiorentina a inizio ripresa finisce con Del Prato che stoppa la conclusione a un metro da Corvi. Poco prima, Mandragora aveva servito Fagioli in area, ma la conclusione era stata sbucciata. Così la Gazzetta dello Sport descrive una Fiorentina sterile e senza soluzioni offensive, incapace di trovare la via del gol.
