Lo 0-0 scialbo ottenuto contro il Parma non è servito più di tanto a contenere la rabbia di Firenze. Che al fischio finale ha esploso tutto il suo disappunto per l’ennesima occasione non colta (dopo quella di una settimana fa a Udine) che, se pur utile a far uscire matematicamente la Fiorentina dalla zona retrocessione, ha lasciato in eredità una squadra lontana parente di quella in grado solo a febbraio di ottenere i pesanti successi su Como e Pisa.
I cori all’indirizzo di De Gea e soci sono stati molti e tutti pesanti: «Se andiamo in B vi facciamo un c..o così!», e poi anche: «Andate a lavorare!» e infine un’appello alla personalità dei giocatori: «Noi vogliamo gente che lotta» seguito dal classico «Tirate fuori le p…e!». Il tutto, naturalmente, condito da fischi assordanti che non hanno lasciato indifferente alcun settore dello stadio. La misura dunque è colma e quel feeling che sembrava essersi stabilito nei mesi scorsi è evaporato nello spazio di 90′.
La squadra ha capito subito la mala parata e infatti, al termine della gara col Parma, non ha provato nemmeno ad avvicinarsi alla Curva, che ha idealmente respinto i giocatori viola, rientrati a testa bassa negli spogliatoi. In un pomeriggio di forte contestazione c’è stato però lo spazio anche per una punta di goliardia fiorentina, quando il tifo organizzato – ironizzando sui ritardi dei lavori al Franchi – ha esposto tre striscioni che recitavano: «La trave disallineata, la supercazzola prematurata… o scherziamo?» in riferimento ai problemi nel restyling della Fiesole e al film «Amici miei». Lo riporta La Nazione.
