Polverosi, nel Corriere dello Sport, si pone una dura domanda: «Come può ripartire la Fiorentina?». Il giornalista elenca quattro punti chiari, diretti, senza sconti, perché la Fiorentina può ancora salvarsi, ma solo cambiando testa. 1. Il rapporto allenatore-giocatori:
Le parole di Vanoli dopo Udine non sono passate inosservate: «I giocatori devono farsi un esame di coscienza». Tradotto, scrive Polverosi: la colpa è vostra.
Ma se l’allenatore la pensa davvero così, allora servono conseguenze: «Dopo le ultime due partite ne spedisce quattro o cinque in tribuna». Non è tempo di ambiguità. «Serve chiarirsi e subito». Perché una squadra che non segue pienamente il proprio tecnico è una squadra già condannata. 2. L’umore nello spogliatoio
Le parole di de Gea sono forse ancora più inquietanti. Dopo l’ennesimo gol subito su calcio piazzato, l’ottavo stagionale, il portiere ha ammesso: «Sì, potevo fare qualcosa di più. Ma anche se avessi parato quel tiro, avremmo preso gol dopo perché la partita era così».
Una frase che pesa.
Polverosi è netto: De Gea «si riascolti e chiarisca quelle parole nello spogliatoio». Perché una squadra che si sente battuta prima ancora di reagire ha un problema che va oltre la tattica. 3. Le scelte di Vanoli
Qui, scrive Polverosi, l’allenatore «va aiutato».
Le scelte contro l’Udinese Calcio lasciano perplessi.
Daniele Rugani, reduce da lunghi stop, torna titolare contro Davis e resta in campo fino al 90’ «senza reggersi in piedi».
«Boh», scrive Polverosi.
Stesso discorso per Albert Gudmundsson, rientrato da un infortunio e subito rilanciato dall’inizio, fino al 90’. «Ri-boh».
4. Il modulo
Con la difesa a tre, l’anno scorso la media era di 0,78 punti a partita; con la linea a quattro, 1,95. Quest’anno: mai una vittoria a tre (0,42 di media), 1,38 a quattro.
E allora perché tornare indietro?
«Non ci voleva tanto a immaginare che la stragrande maggioranza dei duelli la Fiorentina li avrebbe persi».
