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Corriere dello Sport: “Fagioli imprescindibile per la Fiorentina. E ora aspetta Gattuso”

Firenze, Stadio Franchi, 07.02.2026, Fiorentina-Torino, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com

Rassegna Stampa

Corriere dello Sport: “Fagioli imprescindibile per la Fiorentina. E ora aspetta Gattuso”

Redazione

1 Marzo · 10:10

Aggiornamento: 1 Marzo 2026 · 10:10

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Adesso Fagioli vuole il pallone per dare qualcosa di concreto alla Fiorentina

«Ormai ho 25 anni e non ho più tempo di perdere». È una frase di chi solo in apparenza guarda indietro al passato per recriminare, ma piuttosto guarda avanti al futuro per prendersi quello che sa di poter prendersi: altrimenti non la pronuncerebbe. È una frase di Nicolò Fagioli, detta in una serata di musi lunghi per la sconfitta senza giustificazioni contro lo Jagiellonia: però, priva ovviamente di sorrisi intorno ad accompagnarla, nella frase c’era la rinnovata consapevolezza del centrocampista piacentino di poter guidare la Fiorentina alla salvezza come obiettivo obbligato, dopo averla in qualche modo salvata dall’eliminazione con il gol dell’1-3 che rimetteva la squadra di Vanoli in direzione degli ottavi di Conference. «E la Nazionale è il sogno di ogni calciatore, ma ci penserà Gattuso». Anzi, due gli obiettivi.

Uno correlato all’altro, perché se chiamata del ct sarà, per altri playoff e con un peso specifico nemmeno paragonabile, vorrà dire che Fagioli sta continuando a fare (da bene a molto bene) quello che sta facendo ormai da oltre due mesi e precisamente dalla partita contro il Verona al Franchi (14 dicembre). Un’altra delle tante di questa stagione terminata con una sconfitta per la Fiorentina (allora la terza consecutiva con ultimo posto in classifica incorporato, contestazione forte e orizzonti più bui che non si può), mentre invece l’ex Juventus accendeva il primo segnale di ciò che poi, una conferma dietro l’altra, sarebbe diventato una prova provata: Nicolò era tornato. Non ha più sbagliato partita Fagioli o, per meglio dire, Fagiolic. Ispirato, preciso, talentuoso di un talento non sprecato e messo al servizio dei compagni grazie a pensiero veloce, visione illuminata per vedere ciò che gli altri spesso non vedono e piedi di velluto. Udinese, Parma, Cremonese, Lazio, Milan e via via tutte le altre fino al Pisa, sempre in campo dall’inizio (sembra scontato, non lo è) lasciando pochi spiccioli qua e là ai novanta minuti totali e se è successo al Franchi era per ricevere la standing ovation dei tifosi viola: Vanoli non ci rinuncia più dall’inizio alla fine ed è la dimostrazione che si è affidato al numero 44 per far uscire la Fiorentina dall’incubo.

E un po’ alla volta Fagioli sta dando ragione al proprio allenatore, aggiungendo ad alcuni assist anche un paio di gol pesanti: il riferimento, oltre che a quello allo Jagiellonia, è soprattutto al vantaggio viola al Sinigaglia per aprire la strada ad una vittoria fondamentale, ma non è stato nemmeno il gol che si definisce di pregevole fattura a far “rumore” quanto il fatto che Nicolò fosse lì, caparbio e convinto, a conquistare il pallone al limite dell’area del Como. Due mesi fa non ci sarebbe stato, forse nemmeno ci avrebbe pensato. Adesso sì, adesso vuole il pallone per dare qualcosa di concreto alla Fiorentina. Per salvarla. E perché non ha più tempo da perdere. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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