Nelle pagine di La Nazione troviamo le parole di Benedetto Ferrara: “Tra un mese sarà primavera, ma forse quella della Fiorentina è già iniziata. La vittoria a Como e lo 0-3 in Polonia sono segnali importanti. Soprattutto per le premesse europee: polacchi in testa alla classifica nel loro campionato, il gelo, una Fiorentina fino ad oggi affidabile come la telecronaca dell’inaugurazione dei giochi olimpici invernali, il tecnico avversario che ci spiega che se non ricordiamo il suo nome di sicuro ce lo ricorderemo dopo la partita. Senza offesa, ancora il nome ci sfugge, chissà perché.
Lode al Vanolismo, che inizia finalmente a darci delle soddisfazioni e al Ranierismo, esempio di rivincita umana e sportiva e metafora perfetta per raccontare la rinascita, perché i momenti difficili fanno parte della vita e lo sport riassume bene questo concetto, la dinamica buio/luce, quella del sapersi rialzare dopo una caduta raccontata nei romanzi di vita e nelle pubblicità in tv. Anche quando a cadere è Parisi, che prima di rialzarsi ama rotolare a lungo sull’erba a modo suo. Applausi anche per lui, però. Perché Parisi è rinato, così come Ranieri, Fagioli e tanti altri. Merito di Vanoli, allenatore che naviga nella sofferenza: urla, si veste, si riveste, si agita e resta senza voce”.
