Dalla fredda notte di Bialystok la Fiorentina non si porta via soltanto l’ipoteca sulla qualificazione, ma anche una serie di buone notizie relative ai singoli. Prendete Jacopo Fazzini. Nella gestione Vanoli praticamente non c’è mai stato. Sei minuti alla prima a Genova, undici in coppa contro l’Aek Atene. Poi nulla più. L’infortunio e diverse panchine, fino alla prova in Coppa Italia col Como e ai dieci minuti di Napoli. Insomma, pochissima roba. E per questo la partita intera in Polonia è già di per sé una notizia.
Largo a sinistra, poi mezzala (dove preferisce giocare), duttilità e disponibilità non mancano. Ma a balzare all’occhio è soprattutto la qualità di Jacopo. Che vede senza dubbio giocate superiori. Certo, il livello degli avversari ha lasciato a desiderare, ma tra clima e campo pesante c’era poco per metterlo a proprio agio. Invece Fazzini è piaciuto. Continuo, bravo a uscire dal traffico con il pallone. Guizzante nell’azione che ha portato al rigore guadagnato da Piccoli. Nel complesso una prova in crescita. Gli manca un po’ di gamba. Sicuramente un pizzico di fisicità. Situazioni che nel futuro si possono aggiustare. Ma l’obiettivo è essere utile nel presente. Lo scrive La Nazione.
