Angelo Giorgetti, giornalista de La Nazione, interviene a Radio FirenzeViola alla vigilia della partita di Conference League con lo Jagiellonia: “La scelta di lasciare a casa alcuni big la capisco, ci vuole molto equilibrio. Vediamo come siamo messi a metà marzo: se la classifica di campionato ci dà più serenità possiamo concentrarci di più sull’Europa. Al momento, la Fiorentina deve avere a disposizione tutti gli effettivi che possono fare la differenza per il campionato, l’obiettivo è salvarsi. Domani penso giocheranno Fortini, Comuzzo, Ranieri e Gosens, non so se riposerà Fagioli.
Sulle simulazioni al centro delle critiche dell’ultima giornata di serie A: “Parisi lo metto nella top 3 dei simulatori della Fiorentina, insieme a Dodo e Mandragora. Se fossi un club farei capire ai calciatori che certe situazioni portano gli arbitri a considerarli con maggiore attenzione, attirandone anche le antipatie. A Como però, Ranieri ha agito con malizia positiva, quella che chiedevamo alla squadra per provare a vincere le partite. Morata poi fa effettivamente fallo e viene espulso. La simulazione vera e propria, però, è un malcostume oggi ancora più evidente, succede troppo spesso. Dovrebbe intervenire l’AIC (Associazione Italiana Calciatori, ndr) e condannare certe cose, è nel suo interesse”.
Sul caso Bastoni: “La Penna è il meno colpevole di tutti perché deve decidere in meno di un secondo, il problema è il protocollo VAR, che va cambiato. A giorni dovrebbe esserci una riunione di urgenza per intervenire sul regolamento anche in vista dei mondiali.
Sull’entusiasmo post Como: “Non so se siamo guariti ma finalmente ho visto una squadra che lotta per non retrocedere. Il fatto che la Fiorentina abbia rinunciato ai big fa capire quale sia la priorità. Abbiamo capito che ci vuole più malizia e concentrazione nello stare più bassi senza scomporsi. Prima eravamo ultimi e giocavamo come se non ce ne importasse niente, ora le cose sembrano essere cambiate.
Chiude parlando di Paratici: “Per me ora ha un ruolo che prima nessuno ricopriva e porta esperienza: ha vinto 19 titoli e quando entra in uno spogliatoio viene ascoltato. Chi lo conosce parla di un Paratici che quando mostra il lato più duro diventa un’altra persona e forse ha dato una scossa alla squadra. Parlando coi giocatori ottiene quello che prima veniva soltanto sfiorato. Gran parte del merito secondo me è suo”.
