Non ha avuto il tempo di assorbire l’errore commesso a San Siro. Né quello di provare a capire come poter evitare che qualcosa del genere si ripeta, se non con l’aiuto dei giocatori. Il duro faccia a faccia con Comolli e la reazione di Chiellini nel tunnel dello stadio hanno fatto da booster. Perché il giorno dopo Federico La Penna, l’arbitro di Inter-Juve, l’ha trascorso più che altro a riordinare le idee e raccogliere materiale per sporgere denuncia alla Polizia postale. Preoccupato, prima di tutto, per l’incolumità e la serenità della famiglia, moglie e due bambine piccole, viste le pesanti minacce di morte ricevute.
Via social, al momento: il web è stato inondato da frasi vergognose, alcune inaccettabili. Inter-Juve ha colpito ancora. Era già successo a Daniele Orsato, dopo il mai dimenticato caso Pjanic. E adesso ci risiamo. All’arbitro della sezione di Roma1, avvocato, è bastato poco per capire che s’era passato decisamente il segno. Non a caso a lui e alla sua famiglia è stato consigliato di rimanere in casa. Pesanti le minacce («Ti sparo», «ti ammazzo», «ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti»), naturalmente documentabili. Tutto questo per il rosso a Kalulu e il mancato secondo giallo a Bastoni per simulazione. Errori gravi, alla pari di quelli di Di Gregorio in occasione del gol dell’Inter e di Dimarco davanti alla porta bianconera (fanno notare dai vertici della Can). Lo scrive il Corriere dello Sport
