Da Fagiolino a Fagiolone, proprio come auspicava l’allora direttore sportivo Daniele Pradè a inizio anno. Alla fine Nicolò Fagioli, che ha festeggiato ieri i venticinque anni, è diventato il riferimento del centrocampo viola. Ed e soprattutto incolpevole della posizione in classifica, almeno da dicembre in poi. Sì perché se c’è un giocatore le cui prestazioni sono migliorate costantemente nel 2026, quello è proprio Fagioli. Basta vedere i dati: 21 partite, di cui 18 da titolare, 3 assist, 43 passaggi chiave, 90% di precisione dei passaggi, 106 palle recuperate, 55% di duelli vinti. Numeri incoraggianti che certificano la sua crescita.
La fiducia che gli ha trasmesso Paolo Vanoli è stata determinante. Non è un caso che il miglioramento dell’ex Juventus sia arrivato proprio sotto la sua guida. Da quando il nuovo tecnico ha preso il timone, il classe 2001 ha iniziato a giocare con continuità passando dal 50% di titolarità con Pioli, al 93% con l’allenatore ex Torino. Che lo ha impiegato sempre dal primo minuto in Serie A, eccezion fatta per la trasferta di Genova (la prima in assoluto di Vanoli sulla panchina della Fiorentina). L’allenatore lo ha battezzato fin da subito come suo riferimento in mezzo al campo, preferendolo a Nicolussi Caviglia il quale, nel mese di gennaio, si è trasferito al Parma.
Cè un solo dettaglio sul quale Fagioli sa di dover lavorare: la leziosità. Dovuta alla sua predisposizione a portare il pallone anche nei momenti decisivi per l’andamento della partita, in cui sale la pressione avversaria. Non a caso il centrocampista piacentino si porta sulla coscienza il pareggio trovato dal Milan al novantesimo minuto con Nkunku, nato proprio da una sua svista in mediana. E che tra laltro ha riproposto col Bologna, sennonché in quel caso la Fiorentina era avanti di due gol e non hai quindi sofferto particolarmente la rete di Fabbian arrivata all’ottantottesimo.
Sta di fatto che la Fiorentina punta moltissimo su Fagioli, e lo ha dimostrato con la formula attraverso la quale se lê aggiudicato nel febbraio dell’anno scorso. Ossia il prestito oneroso a 2,5 milioni di euro con obbligo di riscatto a 13,5 milioni più 3 di bonus, condizionato alla qualificazione in Europa. Di qualsiasi entità. Non a caso una volta conquistata la Conference League si è attivato il riscatto. La Juventus, ben conscia delle qualità di Fagioli, ha mantenuto il 10% sulla sua futura rivendita. Una mossa ben ponderata dall’allora ds Cristiano Giuntoli.
È dai singoli come lui che il tecnico Vanoli chiede il massimo per uscire dal contesto angoscioso di quest’anno. La sua stima incondizionata per giocatori della qualità di Fagioli e legata anche all’aspetto caratteriale e non solo calcistico. L’allenatore sa cosa può dare il classe 2001 sul piano caratteriale. I nove anni passati a Torino con la maglia bianconera, dove ha frequentato un ambiente di alto livello, possono essere quel punto di forza per trasmettere ai suoi compagni di squadra la mentalità giusta nell’ottica di salvare la stagione. Lo riporta il Corriere dello Sport.
