Senza Kean, verso il secondo forfait consecutivo a causa di una caviglia dolorante, ma con l’ex Piccoli, tornato al gol al Dall’Ara, e i quattro nuovi acquisti pronti a entrare nelle rotazioni. Per Fabbian e Harrison, presentati ieri al Viola Park, sarà la prima volta e non è escluso che l’inglese possa giocare dal primo minuto, vista l’assenza sulla fascia destra dell’infortunato Parisi. Con la maniacalità e i ritmi alti Vanoli ha fatto riemergere la Viola dopo un primo periodo complicato. Ha cambiato modulo, passando dal 3-5-2 al 4-1-4-1, e rivitalizzato molti giocatori, da Fagioli a Dodò fino a Mandragora e Gudmundsson.
Tanto che adesso è difficile pensare di andare a toccare l’equilibrio ritrovato inserendo tutti i quattro innesti di gennaio. Qualcosa però cambierà, non solo in attacco ma sugli esterni a causa dell’indisponibilità di Parisi, out fino a inizio febbraio per una lesione del bicipite femorale sinistro. Il candidato forte è Harrison, in ballottaggio con Solomon che però secondo Vanoli è più indietro fisicamente e non ha un match intero nelle gambe. Più facile che l’israeliano possa entrare a gara in corso, come è già successo, così come i due centrocampisti Brescianini e Fabbian.
Vanoli ha cambiato la Fiorentina sotto diversi aspetti. Per prima cosa ha migliorato la condizione atletica della squadra, portandola ad alzare ritmi e intensità. Dal punto di vista tattico ha dato maggiore centralità a Fagioli, uno che può fare la differenza con la sua qualità, ha liberato Gudmundsson e creato connessioni sulle fasce, con le coppie Dodò-Parisi e Gosens-Gudmundsson. Parisi però è un adattato, Harrison e Solomon invece sono esterni di ruolo e sulla carta garantiscono più cross. L’ideale per uno come Piccoli, che rispetto a Kean attacca meno la profondità e preferisce avere la palla addosso e sfruttare i traversoni in area. Il tecnico adesso ha più soluzioni, anche in mediana, dove sia Fabbian sia Brescianini hanno buone capacità di inserimento. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.
