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Vanoli manda un messaggio ai cambi: ”Chi entra deve essere in grado di dare una spinta ulteriore”

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Vanoli manda un messaggio ai cambi: ”Chi entra deve essere in grado di dare una spinta ulteriore”

Redazione

20 Gennaio · 11:40

Aggiornamento: 20 Gennaio 2026 · 11:42

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Le parole di Vanoli in conferenza stampa dopo la partita di Bologna non sono state casuali né dettate dall’emotività del momento. L’allenatore è stato molto chiaro e, per certi versi, duro nel giudizio sui calciatori subentrati, sottolineando come l’atteggiamento e l’impatto di chi entra dalla panchina non siano stati all’altezza. La frase “Chi entra deve essere in grado di dare una spinta ulteriore” raffigura perfettamente il suo pensiero: non basta partecipare alla partita, bisogna cambiarne l’inerzia.

Nel calcio moderno questo aspetto è diventato determinante. Con l’introduzione dei cinque cambi, soprattutto nell’ultimo terzo di gara, quando le partite spesso si decidono, i subentranti hanno un peso enorme. A trenta minuti dalla fine, chi entra deve portare energia, intensità, personalità, e se questo non avviene il problema non è solo tecnico, ma anche mentale e comportamentale. È proprio questo che sembra aver infastidito Vanoli: non tanto l’errore in sé, quanto la mancanza di impatto.

Il confronto con altri esempi è inevitabile. Solomon, pur partendo spesso dalla panchina, ha dimostrato di saper entrare bene, di essere pimpante e di saper spostare gli equilibri. Diversa invece la situazione di Brescianini, che contro il Milan aveva dato segnali positivi, ma a Bologna ha faticato molto, evidenziando difficoltà sia nella lettura della partita sia nell’intensità richiesta. Questo rende ancora più evidente quanto la continuità di rendimento dei subentrati sia fondamentale.

Guardando al futuro, il tema diventa ancora più centrale. Con una rosa che si va completando: l’arrivo di Fabbian, la presenza di Brescianini, gli esterni come Solomon e Harrison, un altro centroavanti come Piccoli che può essere un’alternativa a Kean, Vanoli avrà finalmente alternative di buon livello. Ma proprio per questo cresceranno anche le responsabilità di chi entra a gara in corso: non saranno più semplici “tappabuchi”, bensì uomini chiamati a incidere.

Inoltre, resta aperta la questione del difensore centrale da acquistare, un tassello chiave non solo per completare la rosa, ma anche in vista del triplo impegno nella seconda parte di stagione. Con campionato, coppe e rotazioni obbligate, sarà indispensabile avere una rosa equilibrata e profonda, ma soprattutto affidabile mentalmente.

Ecco perché episodi come quello di Bologna devono far riflettere. Partite in cui i subentrati entrano e “non danno nulla” non possono più essere accettate, perché rischiano di compromettere risultati e gestione delle energie. Vanoli ha lanciato un messaggio chiaro allo spogliatoio: il rendimento passa anche, e sempre di più, da chi parte dalla panchina. Cambiare atteggiamento non è un’opzione, è una necessità per il bene della Fiorentina.

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