Moise Kean è lì, al centro dell’attacco viola e al centro di un’attesa che si fa ogni settimana più pesante. Perché la Fiorentina può cambiare pelle, sistema di gioco e interpreti ma resta una squadra che ha bisogno del suo centravanti per alzare davvero il livello e credere nella salvezza. E non è un caso, affatto, che le ultime due vittorie in campionato siano arrivate quando anche lui – o solo lui – ha scritto il suo nome nel tabellino dei marcatori. Un segnale chiaro: la Viola continua a giocare per Moise, aspettando che lui torni a pungere come sapeva fare fino a un anno fa. La fiducia della società, in realtà, non è mai venuta meno. Anzi, dopo il maxi rinnovo in estate, è stata di recente ribadita con scelte coerenti. La prima è stata tattica: il passaggio a un sistema che esalti la prima punta solitaria, sia esso 4-1-4-1 o 4-3-3, archiviando definitivamente l’idea dell’attacco in coppia (il 3-5-2).
La seconda è stata di mercato: nella sessione che sta andando in scena la Fiorentina ha messo mano praticamente a tutti i reparti, portieri compresi, lasciando però intatto quello del centravanti. Un messaggio nemmeno troppo cifrato che sa tanto di speranza. Adesso, però, serve la risposta del campo perché con il nuovo assetto un po’ tutti i big hanno già risposto presente: De Gea è tornato una certezza tra i pali, Comuzzo ha riassaporato la maglia da titolare, Fagioli si è ripreso con personalità la cabina di regia mentre Gudmundsson, nella nuova mattonella di esterno, ha saputo fin qui garantire imprevedibilità all’attacco. Manca ancora, però, il contributo pieno di Kean, che un anno fa era stato più di chiunque altro essenziale per portare in alto la Fiorentina: dopo la prima gara del girone di ritorno del 2025, tra tutte le competizioni, aveva già segnato 15 gol. Oggi è fermo ad appena 6, con una media-reti scesa da un sigillo ogni 120′ a uno ogni 290′. Certo, alcuni acciacchi fisici (di recente ha combattuto con problemi alla caviglia ed è stato costretto a giocare con delle infiltrazioni) e certe beghe familiari che lo hanno portato via dall’Italia per qualche giorno hanno contribuito a complicare il percorso di conferma del giocatore ma nessuno, dalle parti del Viola Park, è disposto a gettare la spugna. Nemmeno Paratici, che fin dal primo colloquio con la Fiorentina ha dato mandato di togliere dal mercato Kean. La fiducia, dunque, non manca. Ma ora tocca a Moise trasformare questo sentimento in reti. Lo scrive La Nazione.
