Non serve un miracolo, ma poco ci manca: per salvarsi la Fiorentina deve ribaltare oltre cinquant’anni di statistiche e, soprattutto, iniziare a vincere in serie: almeno tre delle prossime cinque partite, così da arrivare alla Befana con 15 punti. La Viola gioca contro la cabala: nell’era dei tre punti nessuna squadra si è salvata dopo essere partita con zero vittorie nelle prime 13 giornate. In oltre un secolo di Serie A, solo Triestina 1942/43 (zero successi nelle prime 14) e Varese 1970/71 (nessuna vittoria dopo 17 gare) sono riuscite nell’impresa. Gioca a favore di Vanoli e i suoi il ritmo salvezza, più basso rispetto al passato: negli ultimi dieci anni la quota necessaria per mantenere la categoria è oscillata tra 31 e 39 punti. Quest’anno la lotta sembra ancora più a rilento, anche perché mai due squadre (Fiorentina e Verona) erano rimaste senza vittorie alla 13ª nell’era dei tre punti.
La soglia salvezza dovrebbe essere attorno ai 35 punti, ne mancano 30 in 25 partite: servirà una media di 1,2 punti a gara, ben lontana dallo 0,46 attuale. E il prossimo mese è decisivo: Sassuolo, Verona, Udinese, Parma e Cremonese, tutti potenziali scontri diretti. Servono almeno 9-10 punti, con quel bottino la Viola potrebbe riuscire a mettere la testa fuori. La società ha richiamato l’ambiente alla compattezza. Anche perché il futuro dei viola si deciderà nelle prossime settimane. Ranieri e compagni potranno giocare tre delle cinque “finali” in casa. Tra ruspe e cantieri, l’atmosfera al Franchi non è certo travolgente ma anche il popolo viola dovrà tornare a essere un fattore. Società, dirigenti, allenatore, calciatori e tifosi, tutti uniti per riscrivere la storia. A cominciare da Reggio Emilia e dal Verona, con la prevendita per la prossima in casa, in programma il prossimo 14 dicembre, iniziata ieri. Lo riporta La Nazione.
