
Idee da concretizzare. Nei giorni scorsi il presidente della Lazio Claudio Lotito, parlando dell’opportunità che i biancocelesti abbiano uno stadio di proprietà, ha detto che «il Flaminio è un’opzione». Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri si è dichiarato pronto a valutare eventuali progetti, ma l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha messo un freno a questa ipotesi.
«Insieme al sindaco Gualtieri, abbiamo avviato un’interlocuzione col presidente Lotito più di un anno fa sull’ipotesi del nuovo stadio della Lazio. Abbiamo dato piena disponibilità ad analizzare qualsiasi tipo di proposta nel rispetto anche delle caratteristiche che ci siamo dati per i nuovi stadi: che riducano il consumo di suolo, che possano essere sostenibili dal punto di vista ambientale e così via. E rimaniamo a quegli incontri, di un anno fa, insomma. Non ci sono state evoluzioni, ma ovviamente la porta è sempre aperta», le sue parole riportate da Il Corriere della Sera. Porta aperta, ma anche per altri progetti, come quello di Cassa Depositi e Prestiti.
La Spa controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze si sta confrontando con il Comune sulla base di un progetto che prevede il coinvolgimento e la riqualificazione anche del Palazzetto dello Sport. Gli impianti resterebbero nella disponibilità del Comune (Cassa Depositi e Prestiti non li acquisterebbe), ma verrebbero destinati a una serie di eventi non solo sportivi ma anche culturali. Non ci sarebbe quindi una destinazione a uso specifico.
Al vaglio ipotesi diverse per le quali servono fra i 100 e i 130 milioni di euro: il Comune potrebbe partecipare alle spese per una cifra non superiore al 40% del totale. Questo, allo stato attuale, il piano più concreto per rilevare il Flaminio. Lo scrive Calcio e Finanza
L’ESORDIO DI MANCINI IN ARABIA, UN FLOP
Mancini in Arabia, l’esordio è un flop totale, addirittura lo umilia il Costa Rica, finisce 1-3
