Un lampo, poi un altro. E la finale si piega. Federico Croci si è preso la scena più grande del calcio giovanile italiano e l’ha trasformata in un manifesto personale: doppietta, assist e titolo alla Fiorentina Under 18, tornata a vincere la Viareggio Cup dopo 34 anni. Classe 2010, 15 anni da non molto compiuti, Croci è già oltre la definizione di promessa. Nato a Bibbiena e cresciuto tra Subbiano e Montevarchi, è arrivato alla Fiorentina giovanissimo e da tre stagioni è il riferimento offensivo del vivaio viola. Non un centravanti puro, ma un attaccante moderno: ala sinistra di formazione, capace di accentrarsi e finalizzare. I numeri raccontano meglio di qualsiasi etichetta.
Nella scorsa stagione, con l’Under 15, ha chiuso con 44 gol complessivi, viaggiando a ritmi fuori scala per la categoria. E quest’anno ha già bruciato le tappe: esordio e gol in Under 18, debutto in Primavera nel giro di pochi giorni. La sua è anche una storia di carattere: a settembre, durante un impegno con la Nazionale, si è rotto il gomito. Due mesi fuori, una frenata che avrebbe potuto rallentarlo. Invece no: Croci è rientrato ed è ripartito, confermando una maturità che colpisce quanto la qualità tecnica.
Il calcio, in casa Croci, è affare di famiglia: il fratello Riccardo gioca infatti in Eccellenza, segno di una passione condivisa che ha accompagnato Federico fin dai primi calci. Non solo finalizzatore, ma uomo ovunque, capace di accendere la partita e spegnerla quando serve. Se questo è l’inizio, la sensazione è che il bello debba ancora venire. E che quel nome, Federico Croci, non resterà a lungo confinato al calcio giovanile. Lo scrive La Nazione.
