Viaggio nell’inferno della difesa viola, sperando possibilmente in un ritorno, che poi sarebbe la salvezza, ma se la retroguardia di Vanoli prende sette reti in due partite contro avversari niente affatto eccezionali c’è da essere preoccupati e forse anche qualcosa in più. E infatti ad ogni calcio piazzato, ad ogni angolo, i tifosi tremano: come andrà a finire? Pasquale Bruno è molto preoccupato. «È un problema di qualità e questa Fiorentina è chiaramente sotto il livello della sua storia. Mentre guardavo il naufragio di Udine pensavo alla squadra in cui giocai in serie B, quella allenata da Ranieri: oggi con quei giocatori saremmo in lotta per un posto in Europa, altro che retrocessione». È sotto accusa soprattutto la coppia centrale, al di là di chi gioca. «Capisco, ma non c’è troppa differenza con il resto del gruppo. Certo, oggi marcare l’uomo sembra diventato un optional e i risultati si vedono benissimo». Soluzioni? «A questo punto è inutile iniziare o continuare con i processi, ero fiducioso dopo Como, ma gli ultimi minuti col Pisa e Udine mi hanno messo paura e temo che ci sarà da lottare fino a maggio».
Per Mario Faccenda, tra i protagonisti della salvezza del 1990, con annessa finale di Coppa Uefa, è soprattutto una questione di mentalità. «Inutile girarci attorno, la maggior parte dei componenti della rosa non sa proprio cosa voglia dire lottare per il punticino , e non mi pare che fino ad oggi si siano adattati alle difficoltà della stagione». Consigli? «Prima di tutto bisogna concentrarsi sulla fase difensiva, evitando di andare in avanti, se non quando ci sono gli angoli. Ho segnato qualche gol in carriera, ma il primo pensiero è sempre stato quello di difendere la nostra area». Nell’aria si respira anche un pericoloso fatalismo. «Vero, lo avverto anch’io, esiste l’idea che sia un’annata storta, che tanto tutto girerà male, ma la Fiorentina ha i giocatori per uscire dal tunnel». Quale sarebbe la coppia centrale più affidabile? «Direi Pongracic-Ranieri e lo dico con dispiacere, perché Comuzzo è un giovane su cui erano giustamente poste molte speranze, ma in questo momento è meglio affidarsi all’esperienza». E Rugani? «A Udine ha avuto una serata storta, è capitato anche a me, nei suoi confronti però c’è troppa cattiveria: ha l’esperienza e la tecnica per rifarsi da questo pessimo esordio».
Roberto Ripa, centrale della ripartenza viola dalla C2 alla A, è molto critico sull’inspiegabile ritorno al modulo della difesa a tre. «La squadra aveva trovato una sua sicurezza, qualche problema c’era stato, ma si vedeva che tutti erano più tranquilli e allora perché cambiare? Il giro-palla è tornato ad essere stucchevole, poi la perdi e gli avversari entrano facilmente nella tua area». L’idea era quella di ovviare all’assenza di Dodò. «C’erano però diversi altri modi per sostituirlo, magari spostando Parisi e continuando con la coppia centrale Pongracic-Ranieri». Ha destato notevole perplessità l’impiego di Rugani da titolare. «Condivido, perché non giocava da tempo e quella di Udine era veramente una partita spartiacque». Resta la domanda più angosciante: si salverà la Fiorentina? Tomas Ujfalusi, che nel 2008 da centrale e capitano ha guidato i viola alla conquista della partecipazione alla Champions, non ha dubbi. «Ma certo che ci salviamo e parlo al plurale perché ero e resto un tifoso della Fiorentina. La squadra ha valori tecnici superiori, solo che molti di questi giocatori non sono abituati a soffrire così. Ce la faremo sicuramente, e nel campionato del centenario tornerò al Franchi per vedere ancora la serie A». Lo riporta il Corriere Fiorentino.
