L’ultimo endorsement è di pochi giorni fa, direttamente dal compagno di reparto Fagioli che lo avrebbe premiato come migliore in campo contro l’Inter, anche se nello spogliatoio Vanoli l’aveva bonariamente preso in giro. Tutta «colpa» di quel tiro di contro balzo con il quale Cher Ndour aveva firmato il gol dell’uno a uno nell’andata della sfida al Rakow, una conclusione che il tecnico viola aveva affettuosamente bollato come fortunata.
In realtà la parabola di Ndour non sembra per niente figlia del caso, e lo stesso allenatore (battute a parte) sta partecipando attivamente alla sua crescita. Con quella di domenica il centrocampista ha centrato la 46esima presenza in maglia viola (37 quelle in stagione tra coppe e campionato) ma soprattutto ha realizzato il suo secondo gol in serie A dopo quello all’Udinese a fine gennaio, quinto centro complessivo contando gli altri 3 gol segnati in Conference League contro Sigma Olomuc, Rapid Vienna e Rakow. Considerando tutte le competizioni Ndour è diventato il secondo marcatore tra i centrocampisti viola dietro a Mandragora (7 reti) mentre in serie A, escluso Nico Paz a quota 11 reti, il suo rendimento è tra i migliori. In effetti, fin dalla prima gara stagionale, Ndour aveva saputo ritagliarsi uno spazio importante soprattutto in coppa, imponendosi nella gara d’andata del play-off con il Polissya con una prestazione a tutto campo e l’assist per il 3-0 finale di Gudmundsson.
Insomma che potesse essere un’annata diversa dalla precedente si era intuito, ma che il mediano originario di Brescia diventasse una colonna del centrocampo viola era un po’ più difficile da prevedere. Rimasto 4 volte a sedere in panchina nelle prime 7 giornate di campionato, con Pioli alla guida tecnica del gruppo, alla lunga Ndour si è imposto come soluzione praticamente necessaria, prima a partita in corso poi da titolare aggiunto.
In un reparto dove le uscite di Sohm e Nicolussi e gli arrivi di Brescianini e Fabbian a gennaio hanno rimescolato le carte a disposizione di Vanoli Ndour è diventato un riferimento, tanto che nelle ultime 23 giornate di campionato soltanto una volta è rimasto fuori per 90 minuti, a Napoli. Così dopo essersi (ri)scoperto decisivo nell’ultima gara europea, quella vinta in Polonia contro il Rakow utile a guadagnarsi i quarti di finale di Conference League, è arrivata un’altra maglia da titolare, stavolta a sorpresa per la defezione dell’ultimo minuto di Mandragora. La risposta è stata probabilmente la migliore della storia in viola di Ndour, con una gara di sostanza (anche come fido scudiero di Gud) ma anche con quel gol che ha regalato ai viola un punto prezioso in classifica.
Mentre in Under 21 (dove le presenze sono 24 con 2 gol) a garantire per lui ci sono Giancarlo Antognoni, che da capo delegazione gli azzurrini lo segue da vicino e il c.t. Baldini che lo stima tanto, in viola si sta giocando il futuro, lui che ha già girato l’Europa da giovanissimo crescendo nel Benfica, trasferendosi al Psg e finendo in prestito a Istanbul, nel Besiktas. Un girovagare terminato un anno fa, quando per 5 milioni (e il 50% sulla futura rivendita da garantire al Psg) la Fiorentina ha scommesso su di lui ad appena 21 anni, incassando oggi i primi frutti di un investimento finalmente azzeccato. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
