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Corriere Fiorentino: “Dzeko-Kean? Poco feeling fino all’addio. L’ultima volta insieme costò l’esonero a Pioli”

Kean e Dzeko

Rassegna Stampa

Corriere Fiorentino: “Dzeko-Kean? Poco feeling fino all’addio. L’ultima volta insieme costò l’esonero a Pioli”

Redazione

29 Marzo · 09:52

Aggiornamento: 29 Marzo 2026 · 09:52

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Bosnia-Italia è anche Dzeko contro Kean

Se la qualificazione al prossimo Mondiale è la ragion d’essere di Bosnia-Italia, nella finale del playoff in programma martedì vi è anche un intrigante sottotesto tutto legato alla Fiorentina. Sul prato verde di Zenica si incroceranno infatti Moise Kean e Edin Dzeko, compagni nello spogliatoio gigliato fino a gennaio e quindi coinvolti, con sfumature diverse, nei tormenti della stagione viola.

Sono loro gli uomini copertina delle rispettive Nazionali e avrebbero dovuto essere altrettanto, uniti dal medesimo obiettivo, anche con la maglia della Fiorentina. Kean, reduce dai 19 gol del campionato scorso, avrebbe infatti dovuto beneficiare — questa in fondo era l’idea estiva — della presenza e del gioco di raccordo di Dzeko. La storia ha detto però ben altro. I due attaccanti, prima del passaggio del classe 1986 allo Schalke 04, nei primi mesi di stagione hanno condiviso il campo per appena 314 minuti in 11 presenze: mai oltre i 67 minuti insieme (in Fiorentina-Dinamo Kiev 2-1 di Conference), mentre in campionato il dato massimo scende a addirittura 59, come i minuti spesi in campo in Fiorentina-Lecce 0-1, la partita che costò poi la panchina a Pioli.

«Siamo una coppia perfetta, ci completiamo a vicenda», aveva preannunciato Dzeko al momento del suo arrivo. I fatti non hanno dato seguito a speranze e intenzioni, fino all’inevitabile separazione — con la panchina di Parma come elemento poi decisivo, come svelato dallo stesso Dzeko — di gennaio. Oggi, i due, pur non condividendo più lo stesso spogliatoio a livello di club, sono accomunati da una stagione sicuramente al di sotto delle aspettative ma che li ha visti eccellere con le rispettive Nazionali. Dzeko ha trascinato con i suoi gol la Bosnia al playoff e nelle ultime 6 presenze con la Nazionale ha collezionato 5 centri: numeri straordinari per chi, dopo aver compiuto il 17 marzo 40 anni, contro il Galles ha trovato la presenza numero 147 e il gol numero 73 con i propri colori.

Kean, invece, si è preso a suon di segnature la titolarità in maglia azzurra: l’attaccante gigliato ha segnato 5 gol nelle ultime 4 e, considerando anche la doppietta alla Germania di un anno fa, il dato dice cinque partite consecutive a segno: l’ultimo a riuscirci in maglia azzurra era stato Schillaci nel 1990. Se Dzeko nella seconda divisione tedesca ha ritrovato fiducia e gol (8 presenze e 6 reti in poco più di due mesi), a Firenze Kean cerca ancora la scintilla giusta. La stagione del classe 2000 è stata fin qui condizionata dagli infortuni (prima alla caviglia, poi alla tibia) e da una difficoltà a livello realizzativo in controtendenza rispetto al 2024-25. Kean, infatti, dopo i 105 tiri totali dello scorso campionato, di cui 51 nello specchio, e 19 reti, è passato a 97 conclusioni di cui sole 27 in porta per 8 reti in A. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

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