Cambiano gli avversari e le competizioni ma la costante dei viola è sempre l’inaffidabilità della difesa. Tra i postumi della sconfitta con lo Jagiellonia, indolore ai fini della qualificazione agli ottavi di finale di Conference League ma assai preoccupante per l’ennesima prestazione da dimenticare, c’è anche un passivo che riapre vecchie ferite, le stesse di una fase difensiva che in questa stagione non ha mai funzionato.
A confermarlo non solo i numeri del campionato, dove con 39 reti al passivo e una media di 1,5 gol a partita i viola sono quart’ultimi con l’Udinese davanti solo a Torino, Verona e Pisa, ma pure quelli europei, visto che i 4 gol subiti giovedì sera portano a 9 le reti al passivo in 8 partite. Un totale di 51 gol presi (in complessive 35 gare) nel quale considerare pure i 3 gol rimediati dal Como in Coppa Italia, che non può non preoccupare, anche perché al di là dei demeriti dei singoli è la proiezione a fine stagione che rischia di diventare una pesante zavorra per Kean e compagni. Insomma non c’è solo la posizione in classifica a raccontare le difficoltà di una Fiorentina che in passato raramente si è trovata in queste condizioni, ma anche la facilità con la quale De Gea ha dovuto raccogliere palloni alle sue spalle, aspetto quasi inedito nella storia viola.
Se la squadra di Vanoli dovesse mantenere l’attuale media (considerando solo le 12 partite di campionato che restano) chiuderebbe a quota 69 gol subiti cioé come il record negativo assoluto che risale alla stagione 1946-1947 quando le reti incassate furono 69 (ma in sole 38 partite giocate). In tempi recenti solo nel 2001-2002 (in un campionato a 18 squadre) i viola incassarono 63 reti, mentre per trovare un dato simile serve tornare indietro alla Fiorentina retrocessa nel 1992-1993 che chiuse il campionato con una difesa perforata 61 volte. Lo riporta il Corriere Fiorentino.
