Gosens ha parlato ai microfoni del profilo ufficiale della Fiorentina, “A luci spente”: Il Tedesco è cresciuto in un contesto tranquillo, in un piccolo villaggio di circa mille abitanti vicino all’Olanda. È sempre stato molto protetto dai suoi genitori e, fin da bambino, non amava restare a casa a guardare la televisione: preferiva stare all’aria aperta e praticare sport.
A sei anni ha iniziato a giocare nelle scuole calcio. Tuttavia, l’ambiente non era sempre sereno: suo padre, che era anche il suo allenatore, era molto severo con lui. Questa situazione lo ha messo sotto pressione al punto che, per un periodo, ha persino pensato di smettere di giocare.
Durante l’adolescenza sognava di diventare poliziotto, seguendo le orme del nonno. Ancora oggi è convinto che, se non fosse riuscito a sfondare nel calcio, avrebbe intrapreso quella carriera. I nonni hanno infatti avuto un ruolo fondamentale nella sua vita: lo hanno aiutato in molte scelte e, se è arrivato dov’è oggi, è anche grazie a loro. Non lo hanno mai giudicato, ma hanno sempre cercato di sostenerlo e di accompagnarlo nelle sue decisioni. Un atteggiamento molto diverso da quello che spesso si trova oggi sui social media, dove si viene facilmente giudicati.
Dopo alcuni provini non andati a buon fine con il Borussia Dortmund e il Fortuna Düsseldorf, ha avuto un’ultima opportunità con il Vitesse, in Olanda. Grazie anche ai consigli e al sostegno della sua famiglia, ha ottenuto un contratto per giocare con l’Under 23 del club, dando così inizio alla sua carriera professionistica.
Oggi suo figlio, Levi, è innamorato del calcio e lui spera che in futuro possa seguire le sue orme.
