Tutto Parisi in 90 minuti. Più recupero, ovviamente. Ebbene sì, se c’è un protagonista in tutto e per tutto della giornata che ha accompagnato la Fiorentina alla preziosissima vittoria di Como, quello è Fabiano Parisi. Professione… difensore, ma anche esterno alto, o magari giocatore per entrambe le corsie (senza trascurare il fatto che la sua casa sta su quella di sinistra), Parisi è un jolly, anzi, il jolly su cui Vanoli punta e ha puntato molto per accendere il motore della Fiorentina e provare a spingerla in direzione salvezza.
E allora rivediamola la partita di Como ed ecco che l’ex Empoli è stato a suo modo subito prota-gonista. Sì, anche prima dell’inizio del match, ovvero quando Vanoli ha consegnato la nota dei titolari e si è visto che Parisi sarebbe tornato a fare l’esterno basso (il difensore) prendendo il posto di Gosens. Ruolo naturale (ma non esclusivo), per il giocatore che in quella posizione ha vissuto 45 minuti praticamente perfetti. Chiusure millimetriche, palloni liberati a go-go, ripartenze utili a far spingere la Fiorentina in contropiede.
Ruvido e con personalità, Parisi ha dettato i tempi dei raccordi fra la linea arretrata e la mediana. Facendosi trovare pronto anche nella fase offensiva. Parisi, il jolly, insomma, stava vivendo la partita perfetta. E dunque… eccola la botta di sfiga che poteva (ma non c’è riuscita) mettergli il bastone fra le ruote: l’auto-gol che di fatto ha fatto ripartire il Como. Avrebbe saltato volentieri questo appuntamento, Parisi, alla sorte (in questo caso la malasorte) però non si comanda. Ma stavolta, diciamolo, alla fine va bene tutto. Sì, anche questo brivido sulla schiena che però non ha cancellato la sua prova da jolly. Jolly di razza. Lo scrive La Nazione.
