Nelle pagine del Corriere Fiorentino oggi in edicola troviamo le parole di Ernesto Poesio: “Uno stop inaspettato. E la dimostrazione, se mai ce ne fosse ancora bisogno che la lotta per la salvezza è una faccenda lunga, piena di insidie, dove dare per scontato qualcosa può rivelarsi assai pericoloso. Abbassare la guardia non è consentito soprattutto a una squadra come la Fiorentina che i bonus, in questo campionato, se li è già giocati tutti. La questione è ancora più complessa in questo senso se si considera che contro il Cagliari è arrivato anche il terzo scontro diretto perso in casa dopo quelli contro Lecce e Verona e che adesso la squadra di Pisacane si trova dai viola alla rassicurante distanza di otto punti. Sono altre insomma le avversarie dirette per lasciare definitivamente la zona rossa della classifica e il risultato di ieri rappresenta uno brusco stop in una corsa per la sopravvivenza che vede, ad ogni giornata, continue sorprese. Tanto che il rischio che si trova davanti ora la Fiorentina è quello di veder allungare il gruppetto di «terza fascia» e di ritrovarsi nuovamente invischiata in quel ristretto club delle pericolanti che i quattro risultati utili consecutivi sembrano aver allontanato.
Non uno scenario rassicurante in un momento della stagione in cui tra impegni ravvicinati dovuti a Coppa Italia e Conference e calendario insidioso (le prossime due trasferte sono in programma a Napoli e a Como), i viola dovranno anche soppesare le forze di tutta la rosa. È necessario dunque che i nuovi arrivati trovino presto più spazio (l’ingresso di Brescianini e Fabbian ha regalato spinta) e che l’obbligato turn over privilegi non gli impegni infrasettimanali ma quelli del campionato. Una scelta forse dolorosa (difficilmente il prossimo anno i viola torneranno a giocare in Europa), ma obbligata dalle prestazioni di una squadra che si è messa nelle condizioni di non poter scegliere i propri obiettivi. Di certo sarà fondamentale ritrovare il prima possibile l’apporto sul campo di Moise Kean. Dalla Fiorentina assicurano che il problema sia solo fisico e non comportamentale. Il problema alla caviglia però risale a metà dicembre e da allora Kean ha quasi sempre giocato per poi finire in tribuna solo nelle ultime due gare. C’è stata dunque una ricaduta? E se sì, è stata dovuta a una gestione sbagliata del giocatore? Domande a cui sarebbe interessante avere una risposta”.
