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Ragioneria dello Stato: incassi record a novembre 2023 per giochi e scommesse

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Ragioneria dello Stato: incassi record a novembre 2023 per giochi e scommesse

Redazione

22 Gennaio · 10:41

Aggiornamento: 22 Gennaio 2024 · 10:41

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La Ragioneria Generale dello Stato è l’organo amministrativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze preposto al controllo e alla registrazione degli incassi e dei pagamenti dello Stato italiano. Si occupa inoltre di predisporre il bilancio annuale e pluriennale dell’Italia. Di seguito tratteremo Ragioneria dello Stato: incassi record a novembre 2023 per giochi e scommesse.

I dati record messi a disposizione dalla Ragioneria dello Stato per giochi e scommesse

Stando ai dati diffusi dalla Ragioneria, nel mese di novembre 2023 lo Stato italiano ha registrato incassi record dal comparto dei giochi e delle scommesse: oltre 7 miliardi di euro nei primi 9 mesi dell’anno, con un picco proprio a novembre. Merito soprattutto del gettito derivante da slot machine e videolotterie, particolarmente apprezzate dai giocatori italiani.

I guadagni combinati di slot e videolotterie hanno raggiunto poco meno di 5 miliardi di euro, costituendo l’intero fatturato.

Il ruolo della tassa della fortuna

Un contributo fondamentale in questo straordinario risultato l’ha giocato la cosiddetta “tassa della fortuna”, l’imposta sulle vincite al gioco superiori a 500 euro introdotta nel 2012.

Questa normativa risale al 31 dicembre 2011, momento in cui l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato emanò tre decreti, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, per sancire l’avvio, a partire dal 2012, di un prelievo del 6% sulle vincite superiori a 500 euro in quasi tutti i giochi gestiti dallo Stato. Per essere più precisi, questa tassa ha esteso la sua portata alle lotterie istantanee come Gratta e Vinci, Superenalotto, game ad esso affiliati e videolotterie.

Inoltre, anche le vincite a vita, comprendenti un premio mensile e un bonus, dal 2012 sono soggette a questa imposta.

Ebbene, solo nei primi 9 mesi del 2023, questa tassa speciale ha portato nelle casse dello Stato ben 528,2 milioni di euro, con un incremento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2022.

La tassa sulla fortuna è così applicata: vincite pari o inferiori a 500 euro restano esenti da tassazione, mentre per premi più consistenti l’importo della ritenuta aumenta proporzionalmente alla vincita.

Alla soglia dei 1.000 euro la tariffa è del 15%, salendo al 25% per premi superiori a 10 milioni di euro. Su scala media, l’aliquota della ritenuta si aggira intorno al 20%.

Oltre alla “tassa della fortuna”, hanno contribuito sensibilmente agli incassi record di novembre 2023 anche altre fonti di gettito:

  • Proventi da attività di gioco: 468 milioni di euro;
  • Quota del 40% dell’imposta sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici: 391 milioni;
  • Imposta fissa sui concorsi pronostici: 74 milioni;
  • Utili derivanti dai canoni concessori per la gestione della rete telematica connessa agli apparecchi da intrattenimento e ai game numerici a totalizzatore nazionale: 400 milioni di euro;
  • Pagamenti effettuati dai concessionari di gioco utilizzando gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del decreto legislativo 18 giugno 1931, n. 773: 1,6 miliardi di euro;
  • Reddito generato dal gioco del bingo: 157 milioni.

In totale, tra tassa della fortuna e altre fonti di gettito, i giochi hanno generato entrate per oltre 7 miliardi di euro in soli 9 mesi. Un record che conferma come, nonostante le critiche, il comparto dei casino games e scommesse sia una vera e propria risorsa per le casse dello Stato.

I giochi che contribuiscono al boom di incassi

Ma quali sono i giochi che hanno contribuito maggiormente a questo boom di incassi? Il primato spetta alle slot machine e videolotterie, che complessivamente hanno totalizzato un giro d’affari di quasi 5 miliardi di euro. Queste macchinette diffuse in tutti i bar, tabaccherie e sale scommesse d’Italia, attirano ogni anno milioni di utenti.

La linea di fondo

I dati diffusi dalla Ragioneria dello Stato, incassi record a novembre 2023 per giochi e scommesse confermano che il settore continua a macinare utili record per le casse dello Stato.

Nonostante le comprensibili critiche sul rischio di diffusione della ludopatia, è indubbio che questo comparto rappresenti una preziosa fonte di entrate, specialmente in periodi di crisi economica.

Tuttavia, è doveroso ricordare che il betting può evolvere i comportamenti patologici, se non praticato con moderazione e consapevolezza.

È quindi necessario che lo Stato, pur continuando a guadagnare su questo business in costante crescita, metta in campo anche politiche di prevenzione e supporto per i cittadini.

Auspichiamo per il 2024, un potenziamento di risorse efficaci e dei servizi di assistenza al pubblico che possano educare a vivere il gioco come puro svago e non come ossessione.

Giocare sì, ma sempre con moderazione e nella legalità, evitando di rovinarsi economicamente e psicologicamente con scommesse oltre le proprie possibilità. Solo così il gambling potrà continuare ad essere una risorsa per il nostro Paese, senza impattare in negativo sulla vita e sulla salute dei cittadini.

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