Così Gianluca Comotto, ex difensore della Fiorentina, intervenuto a Radio FirenzeViola durante la trasmissione “Chi si compra?”, ha commentato l’arrivo di Fabio Paratici in viola.
«Parliamo di una figura che mancava da tempo, soprattutto per personalità e conoscenza del calcio. È un dirigente di grande esperienza e il fatto che abbia voluto con decisione la Fiorentina è un segnale importante. Arriverà con entusiasmo e motivazioni forti», ha spiegato Comotto, soffermandosi anche sulle prime impressioni dopo la conferenza stampa. «Mi è piaciuto il suo approccio, anche se ha fatto un certo effetto sentirlo parlare di dirigenti da prendere come esempio senza citare Marotta. Evidentemente tra loro non c’è stata una separazione indolore».
Sul possibile tandem con Goretti, Comotto vede una convivenza possibile: «Oggi, soprattutto nei club di alto livello, il lavoro è sempre più condiviso. La figura dell’uomo solo al comando non esiste più. Detto questo, è giusto che ci sia una persona che si assuma la responsabilità finale delle scelte e mi sembra chiaro che sarà Paratici. È abituato a lavorare in gruppo, ma è anche un decisionista e prenderà in mano la situazione».
Un passaggio anche sugli errori commessi negli ultimi anni: «Sbagliare è normale in una società, succede a tutti. L’obiettivo, però, deve essere quello di ridurre al minimo gli errori, ed è ciò che distingue i dirigenti più bravi».
Infine, un confronto con la rivoluzione viola del 2012: «Il calcio è cambiato profondamente. Anche se non sembra passato così tanto tempo, dal punto di vista calcistico è un’altra era. Il campionato italiano ha perso potere economico e oggi è più difficile competere, sia per gli ingaggi che per l’appeal sui giocatori. Forse il fatto di poter avere cinque posti in Champions può aiutare, ma il divario con le grandi si è ampliato e colmarlo sarà molto complicato».
