Batistuta conclude l’intervista parlando della sua vita attuale e della società della Fiorentina di oggi: “ Nel 1996 ho ricevuto il Fiorino d’Oro, nel 2006 la Chiave della città di Firenze e nel 2016 la cittadinanza onoraria fiorentina: l’unica cosa che mi manca è il passaporto italiano.
La gente di Firenze mi ha sempre dato valore per tutto quello che ho fatto e mi sento amato; è un amore reciproco, un sentimento che porterò con me fino alla morte. Per questo motivo, se un giorno la Fiorentina dovesse chiamarmi per tornare come dirigente, per me sarebbe la conferma di non essere stato dimenticato. Per un ex calciatore è qualcosa di molto importante, e darei tutto me stesso alla società e alla squadra perché mi sentirei davvero preso in considerazione.
La società però è diversa dai tifosi: è fatta di persone che prendono decisioni. Se in queste scelte non vengo considerato, non è una cosa bella e mi dispiace molto, soprattutto perché ero convinto di poter dare ancora tanto, anche al di fuori del calcio giocato. A volte, se voglio andare a vedere una partita, non so nemmeno a chi chiedere un biglietto, e purtroppo succede, anche se non è piacevole. Quando ho smesso di giocare mi aspettavo una chiamata, e me la sarei aspettata anche negli anni successivi. Eppure, con due proprietà diverse che si sono succedute, nessuno mi ha mai contattato. Questo mi dispiace molto.
