Il paradosso che più preoccupa i tifosi della Fiorentina è che quella contro il Parma non può nemmeno essere definita un’occasione persa: per parlare di occasione, infatti, bisogna prima riuscire a costruirla. E per farlo servono volontà, idee, gioco, consapevolezza e determinazione. Tutti elementi che alla squadra di Paolo Vanoli sono mancati anche nella partita numero 3.000 in Serie A, una ricorrenza che avrebbe meritato ben altro atteggiamento.
Complice la sconfitta della Cremonese sul campo del Lecce, i viola sono scivolati al quart’ultimo posto ma restano momentaneamente fuori dalla zona retrocessione, situazione che non si era ancora verificata in questa stagione. Un altro paradosso: un vantaggio di un punto sui grigiorossi che però non tranquillizza nessuno, tanto meno il pubblico dello Stadio Artemio Franchi.
I tifosi hanno infatti accompagnato il fischio finale con contestazioni e cori indirizzati a De Gea e compagni, consapevoli che la salvezza è tutt’altro che vicina. Molto dipenderà dal prossimo impegno: lunedì sera, nel posticipo proprio a Cremona, si capirà se la squadra di Vanoli riuscirà ad accorciare la distanza dall’obiettivo oppure se finirà per complicare ulteriormente una stagione già estremamente difficile. Come sottolinea il Corriere dello Sport, la gara è stata da “zero assoluto” per quanto riguarda la pericolosità offensiva della Fiorentina.
I viola hanno mostrato segnali di reazione per soli cinque minuti, concentrati in uno sprazzo tra il 3’ e il 4’ della ripresa. Prima l’asse Mandragora–Fagioli non produceva gli effetti sperati e, subito dopo, Roberto Piccoli ha impiegato un’eternità a calciare, permettendo a Delprato di respingere il tiro a pochi metri da Corvi. Incredibile a dirsi, o forse prevedibile, per il Corriere dello Sport, la partita della Fiorentina si è praticamente conclusa in quel momento.
