Zero giocatori simbolo e di livello. Così il Marketing della Fiorentina è come quello di Chievo o Parma

Con Corvino i costi della Fiorentina si sono dimezzati. Ma anche le entrate non sorridono. Lontani anni luce da squadre di pari livello italiano e straniero

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Firenze, stadio Artemio Franchi, 27.08.2017, Fiorentina-Sampdoria, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Da quando è tornato Corvino il costo del lavoro si è quasi dimezzato: bilancio 2016 (anno solare) si era arrivati a una quota di 78 milioni, in questa stagione gli stipendi dei calciatori si aggirano (bonus esclusi) intorno ai 35 milioni e il totale non dovrebbe superare di molto i 50 milioni.

Adesso è più lontana dall’Europa la squadra, anche se per fortuna il posto in più a disposizione lascia un barlume di speranza, molto più sana la società. Peccato che il contenimento dei costi non sia stato accompagnato in questi anni da un analogo sforzo teso a una diversificazione a un aumento dei ricavi.

Sul fronte delle entrate commerciali la Fiorentina è lontana anni luce non soltanto da club stranieri con le sue stesse potenzialità, ma anche ormai dai club italiani concorrenti: troppi cambi di management, troppa fiducia in service esterni che l’hanno trattata come un Chievo o un Parma qualsiasi. Naturalmente, come la possibilità di ottenere buoni risultati, pure politiche di marketing all’altezza dei tempi riescono più difficili senza la presenza in rosa di giocatori forti o comunque di giocatori simbolo.

 

Corriere fiorentino

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