Game Over. I giochi sono ormai fatti, il mercato di riparazione si è praticamente concluso e con esso l’avventura in viola di Babacar.

Un percorso, quello dell’attaccante classe ’93, iniziato circa 10 anni fa – calcisticamente una vita – e concluso fra mille incomprensioni. Una strada lunga e dissestata: tra panchine, gol, musi lunghi e dichiarazioni d’amore. Una storia che, dopo un lungo tira e molla, giunge al termine… Per il bene di tutti. O almeno così si spera.

A guadagnarci – nel vero senso della parola – è senza dubbio che la Fiorentina, che grazie alla cessione del senegalese si vede versare nelle proprie classe una cifra che si aggira attorno ai 10 milioni di euro. Alla voce “attivo” si registra quindi un confortante “+ 50” ed anche per questa volta il bilancio è salvo.

La cessione, in secondo luogo, giova indubbiamente anche al giocatore. Infatti Baba, dopo il più che positivo prestito al Modena (20 gol nella stagione 2013/14), era rientrato a Firenze come il più promettente prodotto del vivaio, in attesa di sbocciare.

Peccato però che i vari allenatore che si sono susseguiti sulla panchina viola – Montella prima, Paulo Sousa poi fino ad arrivare a Pioli – non abbiamo nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di affidargli la maglia da titolare.

Baba, l’eterno secondo. Secondo a Mario Gomez, seppur per poco tempo, secondo a Pepito Rossi, secondo a Kalinic e secondo infine anche al Cholito. Troppo per un giocatore che, a 25 anni, si avvia sulla strada della maturità calcistica e (forse) della definitiva consacrazione perché, come sostenuto da Cesare Prandelli in persona, “Da un punto di vista calcistico, ha prospettive illimitate”.

In tutto a ciò a dividersi sono soprattutto i tifosi: fra chi non ha mai nascosto il dissenso di fronte al comportamento, spesso indolente, dell’ormai ex attaccante della Fiorentina ed all’estenuante attesa di una promessa ancora in attesa di affermazione e chi invece avrebbe preferito concedere un’altra chance ad un ragazzo che, nel corso degli anni, non ha mai nascosto il suo affetto per la città che lo ha accolto quando era poco più che un ragazzino.

Dunque, in attesa del verdetto del campo che mostrerà anche le reali qualità di quello che è stato indicato come il degno sostituto del senegalese (ossia Diego Falcinelli), pare che questa operazione last minute abbia accontentato davvero tutti.

E vissero tutti felici e contenti.

Gianmarco Biagioni

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