27 Novembre 2021 · 17:42
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VIOLA, PARI FORTUNATO, SI GIOCA TUTTO A LECCE… COME NEL 2012. CHIESA COME SIMEONE E MONTOLIVO, SI NASCONDE DIETRO AD UN DITO. NICCHI ANCORA CONTRO LA FIORENTINA. L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Caro Federico, mi sa che adesso è proprio finita. Già ci eravamo andati vicino con i silenzi, il broncio, l’espressione mogia… Poi le partite incolori, il tira e molla sul mercato, la Juve, l’Inter, il Manchester… E quella volta che negli Stati Uniti non volevi scendere dal pullman? Che fosti tirato giù a forza da Joe Barone? Eppure ti era stato perdonato anche quello. Bastava che ricominciassi a giocare, a sentirci per la Fiorentina. E invece… Vedi Federico, il popolo viola (non solo i tifosi, i fiorentini tutti) sono disposti a sopportare qualsiasi cosa, ma non l’essere presi per il culo. Non sentirsi dare di bischeri. In sintesi, il “ditino”? Anche no. Lezioni di comportamento? Ancora meno. Nessuno può e deve zittire la curva. Si può chiamare Tizio, Caio, oppure Federico Chiesa… a nessuno è concesso. Più o meno la stessa situazione di Riccardo Montolivo e Giovanni Simeone. Ricordi? Hai letto o sentito qualcosa? Quello che (come recita la foto in copertina) hai fatto al 95esimo e 54 secondi di Fiorentina-Verona ricorda molto i fenomeni di cui sopra, e credici… è una sorta di pietra tombale, un muro invalicabile fra te e la curva. Fra te e la tifoseria. Fra te e la città. Speriamo di sbagliarci, ma dopo il “ditino” in Fiorentina-Udinese… Montolivo è sportivamente morto (ripetiamo… sportivamente). Dopo il “ditino” in Fiorentina-Empoli… Simeone è come se non fosse mai esistito. Dopo il “ditino” in Fiorentina-Verona, che succederà a Federico Chiesa? Qualcuno ha detto che (in assenza di pubblico) il “ditino” era rivolto ai giornalisti. Peccato che il pubblico, se non va allo stadio, è in televisione… E quel “ditino” era rivolto verso la telecamera. Comunque, caro Federico, hai ancora sei partite per recuperare: innanzitutto la condizione, poi… la faccia. La dignità. Se non è così, ti chiediamo scusa. Ma noi, fossimo in te, una spiegazione la daremmo. Hai visto mai…

COME NEL 2012: contesto di Cortina d’Ampezzo, agosto 2012, cena con i giornalisti organizzata da Andrea della Valle per festeggiare i 10 anni di gestione. Presenti Montella, Pradè, Guerini, clima di cordialità (del resto era appena stato annunciato Aquilani, poco prima era toccato a Gonzalo Rodriguez, Borja Valero, Ilicic, Mati Fernandez…) in zona ammazza caffè Andrea racconta l’ultima trasferta di Lecce. Rapido flashback: la Fiorentina va a Lecce per la penultima del campionato 2011-2012, è il 5 maggio, tre giorni prima Delio Rossi ha pensato bene di cazzottare Ljajic e farsi esonerare. In panchina siede Vincenzo Guerini, ma la salvezza è tutta da conquistare. Per fortuna ci pensa… Alessio Cerci. Anzi, come in una buona mano di briscola e tresette, Cerci “dichiara” la giocata: “ah pres, nnun te preoccupà… ce penso io”. Parole e musica del Garrincha di Valmontone al presidente (in gergo “pres”) Andrea della Valle. Ed infatti dopo appena 35 minuti di partita, l’esterno romano si invola in contropiede, affronta Benussi e lo batte con un mancino a fil di palo: Lecce-Fiorentina 0-1, e viola salvi con una giornata d’anticipo. Lo stesso Daniele Pradè, nel post-Verona, ha definito la partita del “via del mare” come decisiva per la salvezza… più o meno come nel 2012. A questo punto ci chiediamo: chi può salvarci stavolta, novello Cerci di 8 anni fa? Un uccellino molto vicino alla Fiorentina ci dice… Kouamè, verso il quale la dirigenza nutre grande fiducia. Speriamo, anche perchè il popolo viola ha diritto a godersi 5 partite (le ultime) in completo relax. Magari apprezzando qualche sorpresa: Agudelo, Dalle Mura, lo stesso ivoriano, qualcosa che ricordi la Fiorentina ye-ye. Chissà…

NICCHI, ANCORA TU? Era il 3 febbraio 2020, si premiava la Panchina d’oro, il giorno prima due rigori per la Juventus sotterravano le speranze della Fiorentina. Due rigori quantomeno discutibili, proprio come i due fischiati settimana scorsa contro l’Atalanta. A favore di chi? Della Juventus, naturalmente. Commisso aveva tuonato, chiedeva rispetto, “sono disgustato” ebbe a dire. Nicchi, per tutta risposta, convoca i giornalisti e chiosa: “gli arbitri sono disgustati da certi comportamenti”. Lungi da noi dal giudicare, ma se non è guerra questa… Oggi si replica, certo non con gli stessi termini, non con la stessa direzione, ma leggendo tra le righe: “una diversa interpretazione tra noi e le altre federazioni sui falli di mano? Assolutamente no…”, rispondendo all’accusa che in Italia si fischiano troppi rigori, segnatamente in seguito a falli di mano. Vede signor Nicchi, il problema non è la differenza tra noi e gli altri paesi, il problema è la differenza tra una e l’altra squadra. Nel caso specifico, tra la Fiorentina e la Juventus. Perchè se sono rigori quelli per la Juventus, era rigore anche quello per la Fiorentina. E se, ad inizio ripresa, dai il rigore alla Fiorentina, la partita cambia, la stagione cambia, la lotta per la salvezza cambia. Ed allora non c’è bisogno neppure di un simil Cerci che cava le castagne dal fuoco in quel di Lecce. Caro Nicchi, non sappiamo perchè lei ce l’abbia così tanto con la Fiorentina, del resto come cantava Vasco Rossi… “l’orgoglio, ne ha rovinati più lui che il petrolio”, il tutto magari aggravato (essendo di Arezzo) da quell’invidia/insofferenza verso la leadership mondiale che investe Firenze. Il problema è che il suo ruolo le imporrebbe di comportarsi, pensare, parlare super partes, e invece… sembra tutto il contrario. Può smentirci?

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