Ecco alcuni interessanti passaggi dell’intervista di Renzo Ulivieri, presidente dell’AIA al Corriere dello Sport: “Io ancora spero che si riesca a finire il campionato”.

Crede sia percorribile l’ipotesi del taglio degli stipendi dei calciatori?

“E’ una possibilità concreta, ma parlarne oggi non serve, non abbiamo riferimenti. Anche i presidenti devono aspettare, non ha senso fare calcoli adesso. Ogni categoria, parlo dei lavoratori italiani, non solo di chi opera nel calcio, in questo omento ha rivendicazioni, ma bisogna avere pazienza. Ci sarà tempo per discuterne. Basta che su una cosa si sia tutti d’accordo: bisognerà fare dei sacrifici”.

“Anche gli allenatori saranno pronti a fare la loro parte. Ne ho sentiti tanti in questi giorni e quello che avverto è comprensione e generosità. Non è vero che i grandi allenatori vivono in un mondo a parte. Il mondo è questo, ci siamo dentro tutti, mi pare che questa emergenza ce lo stia dicendo chiaramente”.

Allenatori disposti a tagliarsi lo stipendio, dunque.

“Sì, a patto che lo faccia l’intero sistema: calciatori, dirigenti, amministratori, presidenti pagati dalla società per cui lavorano. E con una premessa: noi pensiamo sempre agli allenatori di Serie A, ma ci sono centinaia di professionisti, collaboratori, preparatori atletici, che hanno uno stipendio pari a quello di tanti lavoratori italiani: ecco, non mi sembra giusto andare a penalizzare loro. In ogni caso la guida deve essere la FIGC, anche se il rapporto è tra società e dipendenti, in questo momento così particolare mi sento di riconoscere l’autorità della FIGC».