A volte non c’è fine allo sprofondo. Con l’indecente prestazione alla Sardegna Arena la Fiorentina ha sostanzialmente concluso qua il suo campionato. A metà marzo. Zero obiettivi per cui lottare a due mesi dalla fine della stagione. Un flebile barlume di speranza che dovrebbe tradursi in un miracolo con gli ammennicoli per andare in finale di coppa Italia. Decimi e mediocri. Sconfitti e delusi, ancora una volta.

Le colpe, come sempre, non possono stare tutte sulle spalle di un solo capro espiatorio. Non è soltanto demerito di Pioli se la cifra tecnica espressa dalla sua rosa è limitata. Non è colpa soltanto di Corvino se il budget è quello che è e conta soltanto lo scudetto del bilancio. Non è per forza una condanna ai ragazzi che scendono in campo, se più di così non riescono a dare. Tutti sono responsabili, ma nessuno più degli altri. Se non, forse, i fratelli Della Valle. Sia chiaro: non perché qualcuno li obblighi con un fucile puntato a regalarci una Fiorentina da Champions. No. La loro, semmai, è una colpa omissiva: dicano chiaramente, una volta per tutte, che non sussiste l’interesse a fare una squadra competitiva. Oppure rilancino, ma a patto di farlo davvero.

E’ in gioco la loro stessa credibilità, ma soprattutto quella di una città intera e della sua squadra.