Salica e Antognoni, coloro che oggi rappresentano la Fiorentina senza farle perdere credibilità davanti ai tifosi viola

Il loro ruolo è fondamentale non solo per Pioli e la squadra ma anche per il ritorno dei Della Valle al fianco della Fiorentina

Viareggio, Stadio dei Pini, 13.08.2017, Fiorentina-Parma, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com Giancarlo Antognoni

C’è una foto che spiega molto, quasi tutto. È stata scattata a Moena, durante il ritiro della Fiorentina. In campo, la squadra di Pioli gioca col Bari. Sulla terrazza sistemata sul tetto dello spogliatoio c’è Giancarlo Antognoni, che segue attento la sfida, accanto a lui, distante almeno un paio di metri, ma ben riparato dall’unico dieci c’è Mario Cognigni. Non erano giorni facili, quelli. Il nuovo tecnico aveva la vecchia squadra, quelli in vendita mandavano certificati come a scuola quando vuoi saltare l’interrogazione, molti tifosi erano nervosi, i Dv si erano defilati (almeno in apparenza), la Fiorentina era qualcosa di ampiamente indefinito. E forse all’unico dieci il dubbio di essere stato assunto per fare il parafulmine in testa gli sarà venuto. Ma ha tenuto duro e non si è perso d’animo.

La frase «Abbiate pazienza, sarà un anno di transizione», la poteva rendere credibile solo lui. Antognoni è una sponda affidabile per Pioli, un amico al telefono per Andrea Della Valle (si sentono spessissimo), una faccia amata della città. Si è dato da fare e di sicuro ha aiutato squadra e tifosi a ritrovarsi sulla strada di un viaggio comune. Poi c’è Salica, il presidente della Florentia viola, l’ingegnere specializzato in start up aziendali: avviata la Fiorentina dei Della Valle, si era dedicato ad affari sul mercato cinese. Poi una nuova chiamata alle armi. I novant’anni, il nuovo stadio, la Fiorentina che si avvia verso un difficile nuovo inizio, la consapevolezza che Cognigni e Corvino non sono esattamente specialisti nelle pr. Salica è stimato, non ha un ego smisurato e, soprattutto, sa ascoltare e dialogare, dote rara nel mondo del pallone. E così lo abbiamo ritrovato davanti al bar Marisa a discutere con trecento tifosi innervositi dallo stallo societario. Lui nella mischia, senza perdere la calma.

 

Benedetto Ferrara, La Repubblica

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