27 Gennaio 2021 · 11:09
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QUANDO UN SETTIMO POSTO VALEVA UNO SCUDETTO, OGGI VALE UNA CONTESTAZIONE… L’EDITORIALE DI STEFANO BORGI.

Sic transit gloria mundi”, così dicevano i latini indicando quanto fossero effimere le cose del mondo. E cosa c’è di più effimero della gloria applicata al calcio? Un giorno sei sull’altare, un altro nella polvere. Un giorno sei in testa, un altro resti indietro. Di sicuro quello che ti sembrava una roccaforte anni fa, oggi ti sembra una scatola di cartone, pronta per essere schiacciata. Tutta questa premessa per ricordare la data del 30 giugno 1989, quando la Fiorentina di Sven Goran Eriksson disputò lo spareggio per accedere alla coppa Uefa edizione 1989-1990. Esattamente 29 anni fa. Fiorentina-Roma (queste le due contendenti) si giocavano il settimo posto del campionato, che aveva visto l’Inter di Trapattoni dominatrice assoluta, buone protagoniste il Napoli di Maradona ed il Milan di Van Basten. Più defilata la Juventus di Zoff, fino a scendere alla Sampdoria di Vialli e Mancini, all’Atalanta di Mondonico. Subito dopo ecco Fiorentina e Roma, entrambe al settimo posto, ultimo fruibile per l’Europa. Eh già, il settimo posto. Quello che oggi viene visto come una vergogna, come un fallimento. Come un’onta da lavare col sangue.

Ma andiamo con ordine. La stagione delle due squadre si era svolta diversamente: prima parte eccellente dei viola, con la B2 Baggio-Borgonovo devastante, capace di battere l’Inter dei record, la Juve, la Lazio, il Torino… Seconda parte deficitaria, con un Roby in calo, Borgo-gol praticamente scomparso, ed il solo Pellicanò a difendere i sogni dei tifosi viola. L’esatto opposto per la Roma di Liedholm: prima parte negativa, seconda in crescita, fino al rush finale che gli permise di battere la Fiorentina alla terz’ultima e recuperare per lo spareggio. Che si giocava a Perugia, il 30 giugno 1989. Il risultato finale è un dettaglio nel nostro racconto, che ha ben altre finalità ed intenzioni. Comunque per la cronaca… Clima caldo, quasi torrido, arbitra Pezzella di Frattamaggiore, gol decisivo di Roberto Pruzzo all’11’ minuto. Segni particolari: migliore in campo (una tantum) Marco Landucci, espulso Giannini per proteste, scontri sugli spalti tra i 500 supporters viola e gli oltre 5000 romanisti. Insomma… niente di nuovo sotto il sole.

Non la faremo tanto lunga, perchè chi vuol capire ha già capito. Ci limitiamo ad una semplice domanda: perchè un settimo posto nel 1989 è così diverso da un ottavo (che poi nella pratica diverrebbe settimo) nel 2018? Sono passati 29 anni, ed un piazzamento simile, per non dire uguale, non può essere vissuto così… in modo diametralmente opposto. Perchè al tempo, dopo il fischio finale di Pezzella, la gente a Firenze si riversò nelle strade, festeggiando un settimo posto (tra l’altro conquistato allo spareggio) come fosse stato uno scudetto? Ed oggi, al contrario, l’ipotesi di ingresso in Europa (che vorrebbe dire settimo posto teorico), viene deriso, irriso, sbeffeggiato, quasi rifiutato da una gran parte della tifoseria? Addirittura qualcuno arriva a giustificare le dichiarazioni di Malagò e Fabbricini, a nostro parere deliranti, lesive dell’orgoglio italico, pur di andare contro la Fiorentina. E ci corre l’obbligo dirlo, pur di andare contro la Fiorentina dei Della Valle.

Noi ci fermiamo qui, il nostro pensiero è chiaro: la Fiorentina è una, lo era ai tempi dei Pontello, lo è ai tempi dei Della Valle. La matematica non è un’opinione: il settimo posto era tale nel 1989, come nel 2018. Cambiano gli uomini, cambia la proprietà, cambiano i tifosi. Ma non cambia la sostanza. Al tempo c’era Baggio (che già sapevamo sarebbe andato alla Juventus), oggi c’è Chiesa (idem con patate). Al tempo c’era una proprietà in dismissione, oggi… lo stesso. E potremmo andare avanti con le similitudini. Eppure oggi il settimo posto innesca una contestazione, ieri autorizzava gioia e festeggiamenti. Ieri rendeva orgogliosi di tifare viola, oggi procura vergogna ed imbarazzo. Siamo sicuri che i modi, i comportamenti, l’atteggiamento di una proprietà (perchè di questo stiamo parlando) giustifichi tutto questo? Oppure anche la piazza, la tifoseria, l’ambiente che gravita intorno alla Fiorentina, si deve fare un esame di coscienza? Meditate gente, meditate…

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