Questa l’analisi di Sandro Picchi sul Corriere fiorentino dopo il pareggio nella partita di ieri:

“A Genova è stato il giorno del debutto del tridente con Pjaca in campo. Il croato non ha entusiasmato, però si è intuito che la disposizione offensiva con due ali e Simeone sul centro porta qualcosa di positivo perché allarga la difesa avversaria e spalanca la via della porta a Simeone che, non a caso, ha avuto, all’alba della partita, una serie di occasioni, una delle quali fallita per eccesso di ricamo (pallonetto non riuscito) e ha portato infine il centravanti al gol nella situazione forse più difficile.

Anche se Pjaca è uscito nella ripresa la prospettiva che possa recuperare una condizione e una convinzione maggiori, lascia spazio a qualche prospettiva interessante proprio per il modo in cui due ali e un centravanti combattivo riescono ad allargare il campo. Non era facile affrontare la Sampdoria che nelle ultime due gare aveva segnato otto gol, tre dei quali al Napoli. La Fiorentina ha sofferto nel secondo tempo anche per l’abilità di Caprari e poi per l’inserimento di Praet, e ha commesso errori in disimpegno che avrebbe potuto pagare cari. È stato questo non venire fuori con il palleggio l’aspetto peggiore.

Il centrocampo, nonostante un Veretout in progresso, ha sofferto una sorta di spaesata presenza di Gerson e di Fernandes, quest’ultimo più combattivo. Non è una bocciatura del tridente né una promozione ad alto indice di gradimento. Tanto vale insistere, semmai preoccupa un po’ il calo nella ripresa, già visto a Napoli, che ci sembra non sia fisico, ma di mentalità.”