Questo è quello che scrive Sandro Picchi sul Corriere fiorentino:

“La Fiorentina non cresce come ci si aspetterebbe. Il pareggio contro il Cagliari ha riproposto i problemi della squadra. Il tridente d’attacco è inconsistente, o meglio lo è in due componenti: Pjaca, che continua a deludere, e Simeone che è in un periodo grigio. In questa situazione di mediocrità offensiva la minaccia per gli avversari è rappresentata soltanto da Federico Chiesa che anche ieri ha seminato pericoli nella difesa avversaria, procurandosi il rigore per l’intervento di Barella, altra speranza azzurra di Mancini, e sfiorando il gol nel finale.

La produzione offensiva del tridente è ferma agli spunti del bravissimo Chiesa. La debolezza del tridente pesa sulla prestazione della squadra che tra l’altro deve Fare i conti anche con la discontinuità di Gerson (soprattutto) e di Fernandes, più generoso ma destinato alla dispersione delle energie, e questa intermittenza di gioco del reparto indebolisce i collegamenti.

In sostanza il processo di crescita della Fiorentina deve passare attraverso la coesione dei reparti che ancora danno l’impressione di essere poco collegati e di giocare, quindi, ciascuno per conto proprio, con una troppo esile appartenenza al senso di squadra, a quella coesione che per diventare tale dovrebbe unire le forze dei tre reparti colmando così le debolezze. In questo momento, pur senza drammatizzare il pareggio interno contro il Cagliari e contro il vento, il tridente offensivo corre il rischio di essere un lusso perché produce poco e nulla.

In avanti Chiesa non può fare tutto da solo, anche se ne ha i mezzi e la voglia. Aggiungere un uomo al centrocampo potrebbe aiutare, se le cose dovessero continuare in questo modo, che resta a mezza strada tra il promettente e il preoccupante.”