29 Settembre 2020 · 20:23
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La storia di Viviano, un super tifoso della Fiorentina che aspetta la risposta dell’Inter. Carriera di alti e bassi

Se cercate una carriera ordinaria, lineare e logica il 34enne Emiliano Viviano, nato a Fiesole e super tifoso viola non è la persona giusta. La sua è stata uno zigzag imprevedibile: ha firmato con Inter, Arsenal e Sporting Lisbona senza giocare un minuto con nessuna delle tre; ha sposato quella che allora era la sua procuratrice, anticipando di anni la coppia Icardi-Wanda; ha coronato il sogno di difendere la porta del club del suo cuore, ma l’iddilio è durato una sola stagione; ha visto risolvere la sua comproprietà per un clamoroso errore del club che lo voleva di più.

Fine di giugno del 2011, Inter e Bologna decidono alle buste (esistevano ancora), il futuro del portiere. Viviano da due stagioni difende con successo la porta dei rossoblù, dopo essersi fatto notare in B con il Brescia e dopo le giovanili in
viola: in quel periodo è diventato anche il vice di Buffon in Nazionale, chiamato da Prandelli. Il Bologna vuole tenerlo, ma quando compila la busta non tiene conto della comproprietà col Brescia: risultato, offre la metà di quanto voleva, 2,3 milioni invece di 4,7. L’Inter ne ha piazzati 4,1, se lo aggiudica. Il d.g. Stefano Pedrelli del Bologna si dispera, poi dopo un paiodi settimane si dimetterà.

All’Inter le cose si complicano: il ginocchio fa crac, fuori sei mesi. Riparte da Palermo, poi prestiti alla Fiorentina (che a fine stagione punta su Neto, non riscattandolo)eall’Arsenal. A Londra non giocherà mai, chiuso dai polacchi Szczesny (di cui era vicino di casa). Torna in patria e trova invece un impiego fisso alla Sampdoria, dove resta quattro anni (il migliore il 2015-16, con 40 presenze e 4 rigori parati) e lega in particolar modo con Mihajlovic. Quando il tecnico viene chiamato dallo Sporting, richiede Viviano e viene accontentato: a Lisbona Sinisa trova un caos societario e viene esonerato dopo 10 giorni.

Emiliano rimane là, fermo per sei mesi, prima di andare in prestito alla Spal: salvezza raggiunta e 17 partite da titolare (media voto 6,17, 25 gol presi), l’ultima gara è la sconfitta col Milan del 26 maggio. Da allora è fermo, da fine settembre è libero, dopo la rescissione con i portoghesi. Si è allenato col preparatore della Samp e ha aspettato un’opportunità per ripartire, vedendo sfumare a gennaio Parma e Milan. Ora lo zig-zag porta verso l’Inter: il responso arriverà presto.

La Gazzetta dello Sport

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