19 Gennaio 2022 · 23:43
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La storia di Spalluto alla Fiorentina, a Firenze da 5 anni, a gennaio ha rifiutato di andar via

La storia di Samuele Spalluto, il giovane attaccante della Fiorentina Primavera classe 2001, che ieri con una doppietta ha regalato l'ennesimo trofeo a Firenze

Dal Milan alla Lazio, con in mezzo Juventus e Genoa, sei gol in quattro partite. Samuele Spalluto è stato il grande protagonista della Coppa Italia Primavera vinta 2-1 dalla Fiorentina contro i biancocelesti al Tardini. La terza in tre anni per la società viola, ma la prima con l’attaccante classe 2001 a interpretare il ruolo di attore principale.

Nato in Puglia a San Pietro Vernotico come Thiago Alcantara, ma cresciuto a Trepuzzi, Spalluto ha iniziato tardi a giocare a calcio. Ci giocava con gli amici nel piazzale dietro casa, ma il suo primo sport è stata la kick-boxing. Poi le prime partite nella squadra del paese a 12 anni e il passaggio alla Corvino Academy, scuola calcio dell’ex ds viola Pantaleo Corvino, dalla quale era passato anche Amadou Diawara.

Ma è nel 2016 al Torneo Giovanissimi del Salento “Coppa San Michele Arcangelo” che Spalluto inizia a mostrare le sue qualità da goleador con la maglia del Lecce: 16 reti e titolo di capocannoniere, come premio un biglietto di sola andata, destinazione Firenze.

I primi anni nel capoluogo toscano non sono stati semplici. 6 gol in 18 presenze tra Allievi A e B, prima di stare quasi due anni fermo al momento del passaggio in Primavera. Tante panchine e tribune tra il 2018 e il 2020, ma non si è mai arreso.

“Samuele è un ragazzo che va preso come esempio positivo. Ha fatto due anni senza mai vedere il campo, però si è sempre allenato ed è sempre stato rispettoso. Sente questa maglia come una seconda pelle. Ha avuto la possibilità di giocare e sta ripagando la fiducia che gli ho dato. Sono molto felice per lui. Spero che gli altri miei giocatori abbiano quell’umiltà necessaria per imparare da lui”. Le parole nel 2019 di Emiliano Bigica, ex allenatore della Primavera viola e attualmente al Sassuolo.

Al suo posto in campo con la 9 c’era un certo Dusan Vlahovic. Un anno di differenza tra i due e stili di gioco diversi. Meno tecnico e talentuoso del serbo, ma molto abile in area di rigore e molto generoso. Anche per questo si è sempre fatto ben volere all’interno del gruppo. “Mi ispiro a Vlahovic. E’ stato mio compagno nelle scorse stagioni ed è un punto di riferimento per la sua determinazione e per la sua cattiveria sia in allenamento che in partita.

Ogni tanto ci parlo ed è un ragazzo d’oro”, aveva dichiarato qualche mese fa proprio Spalluto. Gli idoli però restano Ibrahimovic e Higuain ed è per questo che su Instagram usava i nickname ‘Spallimovic’ ed ‘El Pipa’.

Dopo le annate con Bigica, Spalluto è rimasto a Firenze come uno dei 5 fuoriquota a disposizione di Alberto Aquilani. L’ex centrocampista di Roma e Liverpool gli ha dato fiducia e minuti, lui ha risposto da centravanti regalandogli il secondo trofeo da allenatore. 7 gol e 6 assist in 15 presenze nel campionato Primavera 1, che dimostrano la crescita a livello realizzativo, ma soprattutto nel rendersi prezioso alla manovra della squadra: pochi appoggi sbagliati e tanti falli subiti.

A gennaio c’era stata la possibilità di lasciare Firenze in prestito, ma ha preferito concludere la stagione in maglia viola. Il suo contratto scade nel 2022 e nelle prossime settimane probabilmente le parti inizieranno a parlarne. Ma prima c’è da concludere al meglio una stagione che vede la Fiorentina all’undicesimo posto nel campionato Primavera e chissà magari riuscire a strappare una convocazione in Serie A da Iachini, ancora insieme a Vlahovic. Dal ring alla doppietta in finale, Spalluto non smette di lottare. Lo scrive Gianluca Di Marzio sul suo sito.

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