L’esordio in A con la Juventus, il primo gol in Europa League, il rinnovo firmato accanto a babbo Enrico e l’incoronazione a trascinatore a 19 anni fatta da Sousa. In cinque mesi ecco le quattro tappe che hanno trasformato la vita di Federico Chiesa, fiorita come un giglio. La Fiorentina lo porta sul petto di una maglia che il nuovo ‘enfant prodige’ viola si sente cucita addosso, come una seconda pelle. Ipse dixit. «Ho lanciato la maglietta ai tifosi perché ci hanno dato una carica pazzesca. Questa maglia per me è una seconda pelle». Musica per le orecchie del popolo viola.

Dopo una prestazione da maratoneta di qualità, avanti e indietro sulla fascia destra, il Franchi gli ha tributato una vera e propria standing ovation. Applausi a scena aperta per un ragazzo cresciuto a Firenze da quando aveva nove anni. Prima la Settignanese, poi il passaggio in viola per meno di 10mila euro. Dagli esordienti alla prima squadra: un percorso che Chiesa ha affrontato sempre con babbo Enrico accanto, anche nel giorno del rinnovo. Babbo puntiglioso e bravo nel predicare calma e nell’allontanare i riflettori dal figlio. Enrico lo ha fatto anche ieri, dopo esserselo coccolato dopo la super vittoria contro la Juventus. Di questo passo però sarà difficile ‘ovattare’ un 19enne che gioca bene, sorride e si sente uno della Fiorentina, non solo contrattualmente, ma come senso di appartenenza.

Una mosca bianca il buon Federico, ragazzo maturo e sorridente, pronto a dire che vuole rimanere a Firenze per sempre. Non una dichiarazione di facciata, ma la volontà del nuovo simbolo della Fiorentina. Così riporta La Nazione