23 Aprile 2021 · 19:16
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Il pubblico c’è ad Amici, mentre all’aperto in uno stadio è vietato. Ipocrisia pura tutta italiana

Gli stadi sono chiusi al pubblico anche in minima parte mentre in altri settori vediamo decisioni opposte che lasciano più di un dubbio

Premessa, nulla contro la trasmissione Amici di Canale 5 condotta da Maria De Filippi, anzi, complimenti a loro per questo enorme passo avanti, dovrebbero essere esempio per tutti, una lezione di come si possono far bene le cose rispettando tutte le norme anti contagio e le distanze di sicurezza. Quello che sta avvenendo però è un controsenso che davvero non riusciamo a spiegarci.

Come può essere permessa la presenza del pubblico in uno studio chiuso paragonabile ad un cinema o al teatro mentre in uno stadio all’aperto, che può ospitare decine di migliaia di posti invece è vietata la presenza del pubblico anche in piccola parte?

Non vogliamo parlare del mondo del cinema e dello spettacolo, perchè è un mondo che non ci compete e che non conosciamo fino in fondo. Ma fa sorridere pensare come a Sanremo il pubblico sia stato severamente vietato mentre pochi giorni dopo, in uno spazio nettamente inferiore rispetto al teatro dell’Ariston, il pubblico sia serenamente al proprio posto. Tra l’altro cinema e teatri sono chiusi. Misteri e contraddizioni evidentissimi.

Ma torniamo al calcio. L’azienda calcio è la terza azienda per fatturato in Italia, Il fatturato generato dal settore calcio è stimabile intorno ai 5 miliardi di euro. Insomma, a dispetto di quello che qualcuno vuol far passare, il calcio non è semplicemente 22 giocatori che si divertono e allietano le domeniche dei propri tifosi ma si tratta di una vera e propria industria che dà lavoro e centinaia di migliaia di persone portando un indotto economico che va a toccare tantissimi settori.

Insomma, trattare male il calcio vuol dire trattare male un settore importantissimo del nostro paese. Troppo spesso abbiamo assistito ad una sottovalutazione, mista a ignoranza, di questo settore.

Il tema del pubblico è solo l’ultimo chiaro esempio. Avere il pubblico allo stadio, anche in minima parte, vuol far ripartire la macchina economica legata alla partita che comprende negozi dentro e fuori lo stadio, attività commerciali legate al club con la vendita del merchandising, sponsor di nuovo attratti dalla presenza del tifo. E non solo. Insomma, sarebbe un primo importante passo avanti verso la ripresa.

Non stiamo parlando di voler riaprire San Siro a tutti gli 80 mila posti disponibili o il Franchi di Firenze per più di 40 mila persone. Ma se viene concessa l’autorizzazione per il 20/30% della capienza massima, non si rischia nulla e viene fatto ripartire questo settore legato al giorno della partita.

Insomma, se ad Amici viene permesso, in condizioni assai più sfavorevoli (studio al chiuso e piccolo rispetto ad uno stadio di calcio), perchè non viene permesso lo stesso negli stadi di serie A?

Misteri, ipocrisia e barzelletta tutta italiana.

Flavio Ognissanti

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