26 Gennaio 2022 · 04:48
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Iervolino si presenta cosi: “Balotelli? Non butto soldi, figurine non interessano. Ribery non è futuro”

Il nuovo patron della Salernitana Danilo Iervolino ha risposto alle domande dei giornalisti nel giorno della sua presentazione

Si è presentato il nuovo presidente della Salernitana Danilo Iervolino, queste le parole del nuovo patron granata registrate dal sito Gianluca Di Marzio

“Nella vita ho fatto un po’ di cose, e devo essere grato per l’accoglienza da parte dei tifosi. Grazie agli sponsor, ai partner. Io ho un progetto complesso e ambizioso. Un cambiamento da portare nel mondo del calcio. Io amo le sfide, e spero di lasciare la mia impronta anche in questo settore. Vogliamo una squadra osmotica con il territorio, legata alle attenzioni del territorio: dal museo al centro sportivo. La squadra e i dirigenti hanno fatto un ottimo lavoro (da Marchetti a Fabiani). Il problema è che non hanno parlato al link dell’amore. Non si può parlare poco e male con giornalisti e tifosi, quindi metterò insieme tutto ciò che c’è di buono per fare in modo che la squadra sia sana. Bisogna creare trasparenza verso tifosi, ripudiando la tifoseria aggressiva e criminalità

Sull’ex ds Fabiani: “Lo ringrazio. L’ho sentito e mi sono complimentato perché ha fatto un grande lavoro. Gli ho però rimproverato il fatto di non aver creato un rapporto con i tifosi, infatti è evidente una netta distanza tra le parti venutasi a creare nel corso degli anni”.

Ribéry? Ha 38 anni e non rappresenta il futuro della Salernitana. Questo lo capisce bene. Però, da qui a fine campionato sarà fondamentale e lo immagino con noi anche nella prossima stagione. Lo adoro: ha carisma, è un vincente e sa dettare i tempi di gioco. Punteremo comunque su di lui”.

Dove vede la Salernitana tra tre anni: “Secondo me in alto. La Serie A è cucita addosso alla Salernitana. Il calcio è anche storia ed è evidente che se dovessimo scendere in B un campionato dignitoso si può fare. Ma per quello che penso e voglio io, credo sia congeniale restare in A. Mi auguro che tra 3 anni ci si possa ritrovare qui per altre conferenze stampa”.

Su Lotito: “Non lo conosco, non l’ho sentito nemmeno dopo la firma e il mio arrivo alla Salernitana”.

Sul rapporto con Salerno: “Non ero Interessato ad entrare nel calcio. Da questa città avevo avuto tanto in termini di affetto in passato, una città che adoro e che mi piace. Quando ho saputo che il termine ultimo stava scadendo mi sono ricreduto e ho fatto la proposta”.

Ancora Iervolino con una novità interessante: “Tra le tante cose che faremo ci sarà uno sportello d’ascolto. Non siamo dei maghi, ma vogliamo capire cosa i tifosi vogliono e pensano portandole alla mia attenzione. Non potremo fare tutto quello che vogliamo ma ci proveremo. Salerno ha espresso campioni in ambito politico ma il calcio non è politica. Qui c’è un fare imprenditoriale che non chiede nulla e che va avanti da solo e che non sarà mai asservito alla politica. Oggi sono da solo in conferenza, perché il calcio è una cosa e la politica un’altra”.

Sulle due gar sub-iudice, contro Udinese e Venezia: “Le partite si dovrebbero disputare, almeno guardando anche ad altri esempi da quando è scoppiata la pandemia. Mi faccio un autogol. Io sono un tifoso nato del mito di Maradona. Ho anche scritto del Napoli e sono andato allo stadio a vedere il Napoli. Nasco tifoso del Napoli. Però voglio che la Salernitana si salvi”.

Sull’incontro con la squadra e sull’Arechi: “La squadra mi è sembrata di qualità. Non è stato un caso. Ha meritato il successo contro il Verona, che deriva da un organico che non vale l’ultimo posto ma che ha fatto poco nella prima parte di stagione. Va rinforzata, ma può riuscire a raggiungere la salvezza. Arechi? È uno stadio mitologico per me da tifoso. Sono curioso di vedere lo stadio con l’occhio da Presidente, per capire anche con il sindaco come investire”.

Sulle voci che circolano su Balotelli: “Mi interessa puntare sui giovani, a me non piace buttare i soldi, non vogliamo le figurine. Sui calciatori ne parliamo con Sabatini. Qui c’è bisogno di energia, cuore, gamba. Certo, anche esperienza, ma vedremo con Sabatini il da fare”.

Sulla Lega e il rapporto con la FIGC: “La mia voce l’ho fatta sentire a Dal Pino e Gravina. Cercherò di farmi conoscere, sono un combattente e quando credo in qualcosa lo porto avanti. Credo nell’ascensore sociale, e voglio cambiare questo settore che reputo rigido e litigioso. Credo che tutti i presidenti debbano ripensare a come si fa azienda, alla tutela dei ragazzi e delle famiglie. Non ho una ricetta, voglio solo pensare che tutti siano disponibili ad ascoltarmi. Ma che il calcio vada rifondato è sotto gli occhi di tutti. Non c’è innovazione, non ci si cimenta in nulla verso squadra e città. Tutto questo grida vendetta. Andrò a dire tutto questo in Lega. Ne ho già parlato con Dal Pino e Gravina, ed entrambi hanno visto in me una persona nuova che vuole rigenerare il calcio”.

Sul contratto del nuovo ds: “Sabatini avrà due tipi di contratto. Uno reale, ovvero fino a giugno, e uno dettato dal Gentlemen’s Agreement a seconda di come finirà la stagione. Perché si può anche andare in B, ma bisogna vedere come. Ovvio che la B e Sabatini non possono camminare di pari passo. Oggi tutti concentrati, perché c’è la reale convinzione che possiamo riuscirci”.

Sul settore giovanile: “Qui ci sono certezze, non speranze. Non posso sbilanciarmi sui  tempi, ma c’è la certezza di investire in questo settore”.

Sul caro biglietti: “Cercherò di essere attento e sensibile. Queste vicende onestamente non sono state poste alla mia attenzione perché non le potevo neanche cambiare in corso d’opera, ma sono tra le mie priorità. Vogliamo portare i ragazzi e le famiglie allo stadio in sicurezza, quindi anche da questo punto di vista avremo una certa attenzione”.

Sul suo progetto per la Salernitana: “È un progetto a medio-lungo termine. Oggi non abbiamo tempo per programmare. Oggi dobbiamo pensare che questa squadra deve restare in A. Non vogliamo giocatori a Salerno per soldi, ma giocatori che facciano di tutto per entrare nella storia di questo club”.

Iervolino ancora sul mercato: “Io sono anche un giornalista pubblicista, un collega vostro anche se meno bravo di voi (commenta ridendo, ndr). A me non dispiace investire, e mi reputo un grande investitore. A Sabatini ho detto che se ci sarà da fare degli investimenti li faremo, ma non spenderò mai un euro per portare qui giocatori di nome ma stanchi. Non voglio la scena ma fatti”.

Messaggio ai tifosi: “Loro hanno bisogno di credere in qualcosa. Il calcio è uno spettacolo che entra nella famiglie. Quando i presidenti dicono “la squadra è mia” fanno male alla società. Cercherò di fare in modo che la squadra sia sempre più vicina ai tifosi”.

Sul mercato: “Ancora non abbiamo parlato di mercato, così come non abbiamo parlato dell’allenatore. Sabatini ne vuole parlare con me di persona. È carico. A oggi realmente sul mercato non ho particolari informazioni”.

Su Sabatini: “E’ un vincente. Entrambi arriviamo con un sospetto, ovvero lui non sapeva la mia visione e io ero preoccupato perché è sempre stato in grandi club. Poi ci siamo fermati e ci siamo piaciuti. Ha le idee chiare, una ferocia nell’essere determinante che mi ha fatto impazzire. Ho sentito parole al miele da parte sua, e quindi ci siamo subito piaciuti. Manca poco per la firma”.

“Chiedo pazienza e comprensione. Sono nuovo, ho tante iniziative e tanti auspici. È un percorso che sarà entusiasmante ma che potrà anche portare a qualche intoppo. Il progetto prende forma, siamo ottimisti”.

Sulle ambizioni per questo campionato: “Proviamo a restare in Serie A. A Verona è successo qualcosa di incredibile, perché questa è una squadra orgogliosa. Proveremo a restare in A, abbiamo una strategia e tra poche ore sarà ufficiale l’arrivo di Sabatini all’interno del nostro staff. A lui sarà affidata la totale gestione del settore squadra, io sono neofita”.

“Voglio portare tantissima tecnologia. La squadra di calcio resta un’industria che deve generare profitto e ha una ricaduta sociale pazzesca. Cercheremo di abbracciare una rivoluzione digitale generale, è una promessa. Questa squadra diventerà un modello, un laboratorio da cui tra qualche anno vedrete ci saranno delle copie”.

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