Gonzalo Rodriguez in lacrime: ‘Grazie Pradè, grazie Sousa, ma la Società non mi ha mai chiamato’

Un breve commento alle parole commosse di Gonzalo Rodriguez nel suo saluto alla Fiorentina.

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Firenze, stadio Artemio Franchi, 22.12.2016, Fiorentina-Napoli, Foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Un Gonzalo Rodriguez visibilmente emozionato e commosso, a tratti singhiozzante per il pianto, ha salutato oggi la Fiorentina (domenica sera con il Pescara sarà l’ultima sua gara ufficiale con la maglia viola addosso). Tante e ripetute le parole di ringraziamento spese per i compagni di squadra, per Pradè, Macia, Sousa, Montella e per tutti i tifosi viola.

Ha sottolineato quante cose gli abbia insegnato l’attuale allenatore viola, la grande fiducia dimostratagli da quello precedente, l’amore per i tifosi (‘Tiferò Fiorentina per sempre’ ha dichiarato), la stima profonda per Pradè e Macia, per tutti i compagni di squadra e per tutto lo staff che ha lavorato con lui in questi anni, però c’è un ma enorme, e Gonzalo lo ha detto con le lacrime agli occhi: non si aspettava un trattamento del genere.

Ci ha tenuto a precisare che nessuno della Società lo ha mai chiamato per parlare del rinnovo del suo contratto in scadenza, che l’unico colloquio tra la Fiorentina ed il suo procuratore è durato 20 minuti e c’è stato perché lui ha chiamato l’agente e gli ha chiesto di venire in Italia, altrimenti, ha ipotizzato lui stesso, forse non ci sarebbe stato neanche quello. Al giornalista Tenerani che gli ha domandato se è stato un problema economico il motivo del mancato accordo, ha risposto: “Sì, è vero, mi hanno offerto un contratto con stipendio decurtato del 25% rispetto a quello attuale, ma non è stato quello il motivo della rottura. Quei soldi non mi cambiano la vita, ma i modi che mi sono stati dimostrati…….”

La domanda che vi faccio allora è una sola: dal punto di vista tecnico Gonzalo Rodriguez, anche per un sistema di gioco molto, forse troppo, offensivo, ha disputato quest’anno una brutta stagione, ha 33 anni, è forse vicino alla fine della sua carriera (ma un altro paio d’anni a livelli buoni li può giocare, anche se non ovviamente a quelli degli anni precedenti), tutto giusto, ma dal punto di vista umano, dopo diversi anni passati (5, nell’ultimo periodo anche da capitano) da leader assoluto della difesa della Fiorentina ed un’esperienza con il precedente rinnovo nella quale aveva rifiutato lo stipendio nettamente più alto che gli offriva il Napoli, per restare a Firenze, non avrebbe meritato forse qualcosina in più come atteggiamenti? Tutto questo se è vero quello che ha raccontato (anche se a me quelle lacrime sembravano assolutamente sincere), perchè Corvino subito dopo ha definito invece fantasiosa la sua ricostruzione dei fatti.

Giancarlo Sali

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