Benedetto Var, che salva la serata a squadra, tecnico e tifosi. Un punto e via, comunque, e questo conta. La Lazio non era un granché, stavolta. E la Fiorentina nemmeno, diciamocelo. Però ci ha creduto fino alla fine, soffrendo e affidandosi a Sportiello, migliore in campo, a parte dei rinvii di piede da mani nei capelli. E va beh, comunque aver evitato il secondo gol su Immobile e Parolo ha tenuto la squadra viva. Confusa, sì. Ma capace di prendersi questo pareggio, il secondo fila, dopo due sconfitte. Non è stata una partita brillante. Nel senso che sia la Lazio (le coppe pesano), sia la Fiorentina (due punti in quattro partite sono comunque pochi) hanno commesso tantissimi errori, soprattutto in mezzo al campo, dove nessuno è riuscito a star fuori da una confusione diffusa.

Il problema della Fiorentina restano le fasce, dove tecnicamente manca davvero qualcosa. (…) nel calcio contemporaneo è impossibile fare a meno del gioco sugli esterni, delle sovrapposizioni, quelle che né Biraghi, né Laurini riescono a comporre con continuità. Sì, certo, è un vecchio discorso. E forse anche un po’ ingeneroso nei confronti di giocatori che mettono in campo tutto quello che hanno. Però immaginando la crescita della squadra, ogni scelta deve ricominciare da lì. Poi c’è il centrocampo e l’attacco, chiaro. Pochi nomi, ma buoni. E scelte definitive su quelli che non sembrano all’altezza: Cristoforo e Maxi Olivera, tanto per dire. (…) Il cuore però c’è. Non basta, questo è chiaro. Ma se a gennaio stavolta qualcuno ha un gesto di orgoglio magari cambia qualcosa. Magari.

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