17 Maggio 2021 · 02:01
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Giani-Nardella-Fossi: “Priorità restyling del Franchi”. Opzione Campi? Commisso presenti un progetto

Le ultime sulla vicenda stadio

Foto di proprietà di ACF Fiorentina. Riproduzione vietata ©️

Una difesa alla Nereo Rocco per ripartire con il restyling del Franchi: d’altra parte, lo stile è coevo. Questo è il patto tra i sindaci di Firenze e Campi, Dario Nardella e Emiliano Fossi, col presidente Eugenio Giani. Difesa stretta e palla nell’altra parte del campo: se la Fiorentina vuole andare a Campi faccia il suo gioco, presenti un progetto, è il messaggio che arriva dopo l’incontro dei tre, ieri, a Palazzo Vecchio.

«Speriamo vinca». Quando a Giani, Fossi e Nardella si domanda cosa «a che punto siamo» nella collocazione del possibile nuovo stadio della Fiorentina, il primo tentativo è cambiare discorso. Ma non si può non affrontare il nodo dello scontro tra i sindaci di Firenze e Campi, anche se entrambi giurano che «non c’è nessuno scontro».

La difesa a tre, con Giani mediano metodista, si era autoconvocato a Palazzo Vecchio per affrontare i temi della Piana, in cui Campi diventa «baricentrica», ci sarà un «Piano strategico di sviluppo per la città di Campi Bisenzio nel contesto dell’area Firenze-Prato» dice Giani. Ma alla fine sempre dallo stadio si passa: farlo nel capoluogo o a Campi cambia le geometrie tra Firenze e l’hinterland. Il risultato è che pure Fossi (che ha incontrato Rocco Commisso venerdì scorso) giura che «il restyling del Franchi è la priorità. Come ho sempre detto». Oddio, proprio così forse no, visto che Fossi e Nardella si becchettano da un dibattito al congresso del Psi nel settembre 2019. Ma dopo la pioggia di finanziamenti e aperture sui progetti di Campi (compreso un restyling, ma dei Gigli, con 15 mila metri quadri in più di commerciale) i toni possono cambiare. «Noi col restyling del Franchi andiamo avanti comunque — aggiunge Nardella — Se la Fiorentina riterrà di presentare un progetto su Campi ai sensi della legge Lotti-Nardella siamo pronti congiuntamente anche a accoglierla». E quell’avverbio spiega tutto. Insieme, insomma: se qualcuno prova a dividerla, la «difesa» si ricompatta, anche se gli obiettivi sono stati finora oggettivamente diversi. E poi: «La Fiorentina decida».

Capendo che una corsa al rialzo (in passato già partita) tra le due opzioni avrebbe colpito entrambi, i due sindaci, sotto l’ala del presidente toscano, creano un accordo pubblico. Firenze prosegue sul restyling. Campi sui progetti che la faranno «baricentrica». Toccherà alla Fiorentina decidere cosa fare. Perché, d’altra parte, a Campi è arrivata solo una manifestazione d’interesse sull’utilizzo dei terreni opzionati da Commisso, nient’altro. Non un progetto su cui verificare per esempio la compatibilità con la futura pista parallela (tema carissimo a Giani) e le esigenze di infrastrutture di mobilità. L’unico atto ufficiale, completo, è il bando di gara per la Mercafir, a cui la Fiorentina non ha partecipato giudicandolo troppo costoso e non adatto. Anche la lettera inviata dalla società viola al ministero dei Beni culTurali per capire i margini di applicazione della nuova legge sugli stadi vincolati prevedeva una clausola «senza impegno». È quello che ora si chiede per preparare il concorso internazionale sul Franchi (senza Fiorentina, si dovranno prevedere altri utilizzi) o per l’atterraggio dello stadio a Campi. Lo riporta il Corriere Fiorentino.

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