Spalletti non farà certo pollice verso per Eder, anzi lo avrebbe chiamato durante il ritiro con la Nazionale per spiegargli che fa grande affidamento su di lui. L’oriundo è reduce con l’Inter da una stagione da 10 reti, di cui 8 in campionato e 2 in Europa League. Anche qui c’è un tris aperto di gare con gol: Sassuolo, Lazio e Udinese, doppietta. L’ex Sampdoria piace perché può muoversi da prima o seconda punta, ma anche come esterno offensivo.

Le vie del mercato però sono infinite. E lo stesso Spalletti ha capito che dovendo in primis vendere, se arrivassero offerte importanti nessuno è da ritenersi incedibile. Perché Eder è una certezza anche in questo. Nella prossima stagione sarà uno che dovrà trasmettere l’«interismo» all’interno dello spogliatoio oppure garantirà un’importante plusvalenza. Le richieste infatti non mancano. Piace al West Ham, che a gennaio ha perso Payet, ma potrebbe rientrare anche nel mirino dello Zenit. A San Pietroburgo, nell’ambizioso progetto Gazprom, è arrivato quel Mancini da sempre estimatore dell’attaccante. La valutazione è sui 10-12 milioni.

Ma la strada più percorribile potrebbe essere quella che porta alla Fiorentina e a Pioli. Il nuovo allenatore viola stima da sempre Eder, così come il d.s. Corvino. E se all’estero hanno più disponibilità economica, con la Fiorentina si potrebbe intavolare una trattativa che porti a Milano Bernardeschi e a Firenze soldi e una contropartita tecnica che non tradisce mai.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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