25 Ottobre 2020 · 17:26
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CorFio, Franchi? Commisso in pressing su Nardella ma per investire vuole un totale controllo

L'emendamento è stato approvato anche alla Camera e la Fiorentina esulta

Firenze, stadio A.Franchi, 30.11.2019, Fiorentina-Lecce, foto Fiorenzo Sernacchioli. Copyright Labaroviola.com

Non siamo ancora alle ruspe sulle quali Joe Barone qualche mese fa era salito per parlare durante la manifestazione dei tifosi della Fiorentina al Franchi, ma non siamo nemmeno a un anno fa quando Commisso faceva la conoscenza del soprintendente Andrea Pessina. Perché nel frattempo sono cambiate le regole a cui fare riferimento e lo stesso Pessina (a cui ieri «Italia Nostra», annunciando battaglia sul Franchi, ha fatto pervenire la propria solidarietà perché «vittima di un’aggressione mediatica») è di fatto stato estromesso dal tavolo da gioco al quale, fino a oggi, aveva avuto potere di veto. 

Il voto favorevole anche alla Camera, dopo quello del Senato, alla norma «Sblocca stadi» apre un’autostrada per un nuovo stadio a Campo di Marte. E lo stesso club viola, dopo la cautela dei giorni scorsi, rompe gli indugi e dopo aver espresso «la propria soddisfazione>» e ringraziato «tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti», dà il via alla fase 2, quella della progettazione e soprattutto della trattativa col Comune.

Rimangono invariati i punti cardine già espressi da Rocco Commisso lo scorso 6 giugno, ovvero la responsabilità del progetto, inclusi il controllo da parte di chi investe, la certezza di tempi giusti e la concreta possibilità di realizzare un nuovo stadio moderno e funzionale. E sono questi ultimi i punti di partenza per la prossima partita, ancora tutta da giocare. Perché se è vero che la nuova norma di fatto autorizza il Comune (proprietario dell’impianto) a superare vincoli fino a ieri intoccabili, quello che adesso Commisso e Nardella hanno di fronte è una totale riqualificazione del Franchi e di tutta l’area di Campo di Marte.

Un progetto da qualche centinaia di milioni con il sindaco che solo pochi giorni fa aveva rassicurato lo stesso Pessina preoccupato per un «possibile scempio» e che adesso dovrà cercare di arginare la voglia matta del patron viola di fare il più possibile piazza pulita del vecchio Franchi, lasciando in piedi (o ricostruendo) solo tre elementi distintivi: le scale elicoidali, la copertura della tribuna e la torre di Maratona. Un’operazione enorme che dovrebbe presupporre, questa la posizione di Rocco, il controllo totale, condizione raggiungibile solo con l’alienazione (a prezzo quasi simbolico, sempre secondo il club) del Franchi oppure, ed è la strada più praticabile al momento, una concessione pluridecennale dell’impianto come avvenuto a Torino con la Juventus. In caso contrario, il club aspetterebbe la riqualificazione ad opera del Comune per poi decidere se restare a giocarci oppure cercare altre soluzioni.

Incontri, trattative su incentivi da parte del pubblico affinché Commisso si accolli le spese di rifacimento, e progetti: già dalla prossima settimana con Rocco probabilmente a Firenze la partita entrerà davvero nel vivo. Con l’obiettivo di cogliere al volo una possibilità impensabile fino a pochi mesi fa. Lo scrive il Corriere Fiorentino.

GAZZETTA, REBIC, MILAN-EINTRACHT AFFARE IN DIRITTURA D’ARRIVO E LA FIORENTINA È PRONTA A FAR CASSA

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