Ricordi. Da questa parte erano in ottomila, nel gennaio del primato in classifica. Paulino Sousa l’emussionale sorrideva al mondo. Freddo cane. Cuore caldissimo, quasi rovente. Porte aperte sul sogno, prima che un killer lo facesse a pezzi con tecnica chirurgica. Gennaio non porta bene quando la Fiorentina vola alto. Una volta Ficini, quella volta Benalouane. Puff. Sogno sparito. E adesso? Adesso sono in duecento, in maratona. Niente cori, pochi applausi, se chiedi che ore sono ti sentono in tribuna, dove alloggiano tre giornalisti e un ex difensore biondo e simpatico.

La Repubblica

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