13 Agosto 2020 · 18:39
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Viola e butei, per sempre fradei. Storia di un gemellaggio indistruttibile

La storia del gemellaggio tra i tifosi della Fiorentina e quelli del Verona. Una storia di amicizia e fratellanza vera

Fiorentina e Verona, due squadre separate alla nascita. Soprattutto in curva. Quello tra viola e gialloblù, infatti, è un gemellaggio antico, che resiste all’usura del tempo ed anzi, si fortifica sempre più. Iniziamo col dire che, fino a metà anni ’70, andare a Verona era come andare altrove, e gli scontri tra tifoserie erano all’ordine del giorno.

Però, ricordano storici esponenti del tifo viola, era comunque uno scontro leale, ed in nome di questa lealtà le due parti cominciarono a piacersi. Decisivo, in tal senso, fu un episodio che vide protagonista il “Pompa” (al secolo Stefano Biagini) che (diciamo così) prese a prestito un motorino parcheggiato fuori dal Bentegodi, ed entrò in curva.

Ecco, quell’atteggiamento spavaldo, quasi canzonatorio, piacque a tal punto che da quel momento Fiorentina e Verona stringeranno un gemellaggio (come abbiamo titolato) indistruttibile. L’ufficialità, arriva nel 1978, voluta dagli Ultras, tra i quali (oltre al Pompa) c’era un certo “Pampa”: il primo… politicamente di sinistra, il secondo di destra. Li univa il soprannome (a parte la vocale ballerina), e l’amore sconfinato per la viola. Questo per dire che la Fiesole è sempre stata apartitica, apolitica, nonostante il mondo ultras predichi spesso il contrario. E che l’amicizia con la tifoseria veronese (fortemente spostata a destra) ha sempre esulato da motivazioni ideologiche, per affondare nei rapporti umani e d’amicizia.

Infine il principio del “bastian contrario” tanto caro a Firenze ed ai fiorentini: la tifoseria del Verona, infatti, è da sempre mal vista (eufemismo) in tutta Italia, anche per problemi avuti col gruppo estremista degli Skin Heads. E poi i precedenti nefasti con la Juventus (famoso il furto perpetrato nella Coppa Campioni del 1985), che giocoforza hanno cementato quel senso comune di ribellione verso il potere costituito.

Numerose le iniziative quando si incontrano le due squadre: una su tutte la partitella che si gioca tra gli ultras, nell’antistadio in quel di Verona, ai vecchi campini a Firenze. Ed anche stavolta, nonostante il distanziamento sociale, una delegazione veronese scenderà a Firenze e vedrà la partita in sieme ai “fradei” viola. Oppure la presenza incrociata di una e dell’altra tifoseria nella curva gemella, a mo’ di sostegno e solidarietà. Come quella volta che uno striscione del CAV (con tanto d’indiano stilizzato) coprì per intero il terzo anello della gradinata gialloblù. Insomma… Fiorentina gemellata con Catanzaro, Torino e Verona, però quello con le brigate gialloblù (non ce ne vogliano le altre) è il gemellaggio per antonomasia. Quello che ha resistito ai cambi generazionali nei vertici delle due curve. E che per questo, non morirà mai.

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