2 Dicembre 2021 · 23:36
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Torreira regista ideale per la Fiorentina, Gomez non è ciò che manca. Il sogno? Un nuovo Kalinic

Foto presa dai canali social della Fiorentina

Che cosa serve alla Fiorentina, per uscire dai bassifondi della classifica e dare alla stagione un’impronta meno da via crucis, lo sanno bene tutti, a cominciare da Daniele Pradè: una punta da 15-20 gol a campionato, un vero regista a metà campo e, magari, un altro difensore di buon rendimento anche in vista dell’addio, che appare quasi scontato, di Milenkovic (e forse anche di Pezzella) a giugno.

E’ ovvio che quello di gennaio, per prassi, sia un mercato pieno di complicazioni. Ma quando si vanno a cercare i giocatori bisogna sapere bene di che cosa si ha bisogno. E’ come andare a fare la spesa: occhio a quello che c’è nel congelatore prima di riempire il carrello di surgelati. E attenzione a quello che si compra: altrimenti, per tornare alla Fiorentina, si rischia di fare come negli ultimi tempi: si sono presi giocatori come Lirola, Duncan, Cutrone, Kouamè, salvo poi accorgersi che erano stati immaginati diversi, o comunque di più facile inserimento nella squadra. E invece ora, dopo averci investito non poco, quei giocatori sono considerati alla stregua di esuberi da rimettere sul mercato, o comunque da far partire.

Intendiamoci: la Fiorentina, come squadra, ha un telaio per nulla disprezzabile. A tratti lo si è visto. Per esempio, se andate a rivedere il giornale che dirigo (Firenze Post) troverete che il 20 gennaio, due giorni prima della partita di Torino con la Juve, avevo fatto un pezzo con questo titolo: “La Fiorentina potrebbe battere la Juve. Ecco perchè. E, se avete la pazienza di andarlo a rileggere, vi accorgerete che non era un cazzotto in cielo, una boutade, una scommessa. C’era, fra le righe, un ragionamento sia sulla mentalità per affrontare la partita, sia sullo schieramento in campo: falsa difesa a tre (con Caceres e Biraghi esterni sempre pronti a difendere), centrocampo folto, con Amrabat e Borja capacissimi di trovarsi e alternarsi, Ribery alle spalle di Vlahovic.
Ed è quello che abbiamo poi visto allo Stadium, con due variabili fortunate: il piede felice di Vlahovic per il gol dopo tre minuti e l’incredibile, e pericolosissima, entrata di Cuadrado col piede a martello su Castrovilli. Ma soltanto una squadra di buona qualità avrebbe potuto portare in fondo la vittoria contro una Juve forse stanca, forse un po’ svuotata
dalla clamorosa vittoria di Barcellona, ma sempre formazione di qualità, sia pure con un Cristiano Ronaldo in calo e un Chiesa in crescita.

Foto presa dai canali social della Fiorentina

Perchè, allora, dopo una vittoria del genere la Fiorentina è ripiombata nella mediocrità della partita con il Bologna e della sconfitta con la Lazio? Semplicemente perchè si tratta di formazione in completa, con i due-tre punti deboli di cui ho detto in apertura di pezzo: serve una punta perchè Vlahovic, che potrà esplodere in futuro, ancora non ha i movimenti del centravanti vero.
E’ prevedibile nei movimenti, non si smarca, resta sempre spalle alla porta, costringendo i compagni a macchinose manovre per cercare di servirlo. E serve un regista di centrocampo per liberare Amrabat e permettergli di spaziare come faceva nel Verona. Borja Valero non è un regista e comunque non è più il giocatore fresco e brillante che arrivò a Firenze nel primo anno viola di Montella.
Torreira? Se venisse sarebbe l’ideale. Mentre ho qualche riserva sull’utilità pratica di Papu Gomez: buonissimo giocatore, nulla da dire, ma non è ciò che manca, in questo momento alla Fiorentina. Non credo nemmeno possa essere un doppione di Ribery: i talenti veri vanno sempre bene e non si elidono a vicenda. Ma ripeto le nuove, indispensabili pedine sono due: uno capace di buttarla dentro e un “ragioniere” dai piedi buoni che sappia essere efficace anche nell’interdizione. Torreira, lo ripeto, potrebbe essere la soluzione. Sulla punta ne ho sentite tante, ma nessuna voce, per il momento, mi ha convinto.
Il sogno? Un nuovo Kalinic, scoperto per caso da Paulo Sousa. Pradè deve scovarlo. E Commisso dare il via libera, senza lasciarsi tentare dalle suggestioni. Il Papu è bravo, e sarebbe anche piacevole vederlo in maglia viola, ma dovrebbe essere un’aggiunta al bomber e al regista. Altrimenti si torna all’esempio della spesa: per un buon pranzo serve equilibrio. Due antipasti stonano.
Articolo a cura di Sandro Bennucci

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